Thomas Sandell

Thomas Sandell è nato nel 1959 e ha conseguito il “Master in Architettura e Ingegneria” presso il Royal Institute of Technology nel 1985. Ha fondato sandellsandberg nel 1995 con Ulf Sandberg e Joakim Uebel, un’azienda con 60 dipendenti, che integra architettura, design e pubblicità. Sandell ha progettato diversi acclamati interni, tra cui il Museo di Arte Moderna e il Museo Svedese di Architettura di Stoccolma e diverse agenzie pubblicitarie. Attualmente sta progettando case per il futuro: Gåshaga Brygga, 41 case a schiera a Lidingö fuori Stoccolma. Come designer di mobili, Thomas Sandell ha collaborato con diversi produttori di mobili svedesi e internazionali, come: Artek, Asplund, B&B Italia, Cappellini, CBI, Gärsnäs, IKEA of Sweden, Källemo, Mobileffe, R.O.O.M., Rydéns, Tibrokök e Tronconi. Sandell è il presidente della SAR, Associazione Nazionale degli Architetti Svedesi e ha ricevuto numerosi premi per il design.

Stefan Diez

Nato a Freising, in Germania, nel 1971, ed erede di quattro generazioni di carpentieri, Stefan Diez è un affermato industrial designer con un profondo legame con l’artigianato. Prima di studiare industrial design con Richard Sapper alla State Academy of Fine Arts di Stoccarda (dove si laurea nel 2002), ha infatti seguito una formazione da ebanista. Dopo un’esperienza nello studio di Konstantin Grcic ha fondato il suo DIEZ OFFICE a Monaco nel 2003, trasferendolo cinque anni dopo in un’ex falegnameria: un luogo perfetto per portare avanti la sua idea di design come risultato di sperimentazione e abilità tecniche e manuali, realizzata in collaborazione con una rete di artigiani e tecnici locali, ma anche con ingegneri e aziende.Dal 2007 Stefan Diez è professore di Industrial Design alla University of Arts and Design di Karlsruhe, dal 2015 alla School of Industrial Design di Lund in Svezia, e dal 2018 dirige la facoltà di Industrial Design presso l’università Die Angewandte di Vienna. Un tema chiave del suo lavoro è quello dell’attenzione al concetto di innovazione: un oggetto merita di essere prodotto se davvero migliora un aspetto del suo utilizzo. Per questo Stefan Diez sceglie con cura le aziende con cui collaborare e progetta all’insegna di una sostenibilità che trova il suo cardine in mobili che possano avere una vita lunga, che si prestino ad essere rimodellati, modificati e aggiustati negli anni.Numerosi sono i prodotti nati dalla sua mano in collaborazione con importanti aziende, tra questi: il sistema di luci PLUSMINUS per Vibia, faretti, luci lineari e diverse lampade a sospensione che grazie a un nastro in tessuto capace di condurre elettricità permette composizioni luminose libere e flessibili; il divano modulare flessibile Costume in polipropilene riciclato e riciclabile per Magis, ispirato a uno stile di vita casual che abbraccia il cambiamento e si pone il problema della sostenibilità ambientale; la famiglia di sedie Houdini per e15, progettata con Steffen Kehrle e composta da sottili gusci di compensato, assemblati senza giunti né chiodi grazie a una sofisticata combinazione di produzione artigianale e industriale; il sistema aperto New Order per Hay, composto da elementi in alluminio modulari che consentono combinazioni e applicazioni pressoché infinite; la seduta da ufficio D1 per Wagner, caratterizzata da un unico snodo che consente il movimento indipendente di seduta e schienale lungo quattro assi; la collezione di mobili da esterno Yard per Emu, firmata insieme a Jonathan Mauloubier e caratterizzata dalle cinghie inserite nel telaio tubolare – una soluzione tecnica sviluppata e brevettata insieme a Emu – che consentono alla seduta di formare un tutt’uno con la struttura. Convinto che compito del design sia trovare soluzioni semplici, comprensibili e sorprendenti a problemi o compiti anche complessi, Diez rappresenta una nuova generazione di designer che risponde a un mondo sempre più globalizzato ampliando il panorama da cui trarre ispirazione.

Silvia Stanzani

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha insegnato per vari anni Progettazione all’Istituto d’Arte di Modena, da sempre interessata alla Grafica a tutte le forme d’Arte e di Comunicazione, dalle quali trae stimolo per lo sviluppo di una ricerca personale che investe altri campi espressivi, approda al mondo della Ceramica come spazio della possibilità espressiva collaborando con vari studi del comprensorio Sassolese. Dal 2002 al 2004 ha seguito l’immagine e il prodotto della Ceramica Viva , realizzando Xilo prodotto inserito nell’ADI Index 2005. Fino al 2012 è stata Art Director di XtraFiandre. Dal 2011 è Consigliere per l’ADI Emilia Romagna.

Silvia Suardi

Silvia Suardi, architetto, ha studiato a Milano (Politecnico di Milano) e in Spagna. Ha lavorato per circa dieci anni nello studio di Michele De Lucchi e dal 2001 collabora con Sezgin Aksu. Dal loro studio di Milano si occupano di progetti di interior design (per abitazioni private e spazi pubblici), exhibition design, arredamento e graphic design. Silvia Suardi collabora con numerose riviste internazionali e nel 2002 ha pubblicato il libro “Michele De Lucchi: Dopotolomeo” (Skira). Nel 2007 ha scritto il libro “Marco della Torre. Un progetto per l’arte” (Logos). Silvia è anche docente di design e allestimento in diverse scuole di design e architettura. È External Examiner per l’Università del Galles, per il Master in Interior and Living design di Domus Academy.

Simon Pengelly

Nato nell’Oxfordshire nel 1967 e premiato ebanista in tenera età, Pengelly ha studiato al Rycotewood College e al Kingston Polytechnic, laureandosi nel 1988. Aprendo il proprio studio nel 1993 ha progettato mobili e progetti di illuminazione per aziende di tutto il mondo, vincendo premi tra cui un XXII Compasso d’Oro nel 2011 per il tavolo Nuur “per la sensazione di eccezionale leggerezza e cura dei dettagli nel suo design”. La formazione di Pengelly come maker ha sviluppato una profonda conoscenza e rispetto dei materiali e dei processi produttivi che si intrecciano nel suo approccio al design. Combinato con una conoscenza approfondita del mercato contemporaneo e di tutte le altre influenze contestuali, l’approccio di lui e del suo team si basa fondamentalmente su un’interpretazione empatica del modo in cui le persone interagiscono con il loro ambiente e i prodotti all’interno.

Vittorio Livi

Vittorio Livi ha da sempre una passione: il vetro. La prima azienda costituita da Vittorio Livi è stata la Fullet per produrre vetri decorati per l’industria del mobile. Seguono: Artiglass, Curvovetro, Cromoglass, Vellutart. Nel 1973, fondendo alcune di queste aziende, costituisce Fiam Italia, prima azienda per realizzare elementi d’arredo in cristallo curvato, per la quale collaborano i più noti designers internazionali, tra i quali Giorgetto Giugiaro, Enzo Mari, Philippe Starck, Ron Arad, Cini Boeri, Vico Magistretti, Makio Hasuike, Doriana e Massimiliano Fuksas, Daniel Libeskind, Oscar Dante Benini ed altri. Leader mondiale nel proprio settore, la Fiam Italia distribuisce la propria collezione in tutto il mondo ed alcuni dei suoi prodotti sono presenti in 25 musei internazionali.Nel 1988, con Massimo ed Alberta Ferretti, costituisce la Montegridolfo srl per la ristrutturazione dell’omonimo borgo murato risalente al VII secolo a.c. che, diventato fatiscente, viene riportato agli antichi splendori. Nel 1992 acquisisce Villa Miralfiore, edificio storico di Pesaro del 1260 che ha segnato le tappe storiche di questi luoghi tramite le famiglie nobili che l’hanno abitata; diventata nel frattempo fatiscente, viene recuperata unitamente al suo originario giardino all’italiana. Una parte viene dedicata alla realizzazione di un Museo per opere in vetro da lui prodotte collaborando con artisti quali: Gianni Colombo, Arnaldo Pomodoro, Enrico Baj, Walter Valentini Danny Lane, Umberto Mariani, Eugenio Carmi, Luigi Veronesi, Bruno Munari, Oscar Piattella, Vasco Bendini …

Vittorio Prato

Nato nel 1946 a Desio, un piccolo centro vicino a Milano. Diplomato all’Istituto d’Arte di Cantù, inizia a lavorare come designer dal 1965. Ha lavorato come design director per le più prestigiose aziende e per i più importanti designer italiani. Dal 1976 lavora come designer e consulente per numerose aziende. Per Beta Utensili ha progettato nuovi accessori meccanici per officina; per Idea ha creato una nuova poltrona ergonomica per studi dentistici; per Vaghi ha realizzato la prima base per sedia da ufficio in termo-plastica imbottita di microfibra. È stato segnalato alla 13a edizione del Compasso d’Oro (1984). Nel campo del design e della consulenza collabora con alcune importanti aziende e studi di architettura.

Vittorio Venezia

Vittorio Venezia, designer italiano. Si laurea nel 2005 in Architettura presso la Facoltà di Palermo. Si dedica al design fin dal 2004 dopo la vittoria del premio Martini Bombay Sapphire Collection. Nel 2006 la sua tesi di laurea, un’Ape Piaggio rielaborata e trasformata in un veicolo multiuso e polimorfo, vince il Lucky Strike Junior Award. Nel 2007 si trasferisce a Milano e collabora con diversi designer di fama internazionale. Nel 2008 viene selezionato per la Triennale Prime Cup e inserito nella mostra Internazionale New Italian Design. Durante il percorso professionale vince importanti premi internazionali tra i quali: Grand Prixe Emile Hermes 2008, Promosedia 2012, Cristalplant 2013.Nel 2015 presenta al SaloneSatellite durante il Salone del Mobile di Milano il progetto OfficineCalderai con cui si aggiudica il primo premio del Designreport Award 2015. Alcuni suoi progetti sono stati esposti presso la Triennale di Milano, il Louvre e il MAXXI. Dal 2012 è condirettore del master “Out of the door” presso l’accademia Abadir di Catania. Vive e lavora tra Palermo e Milano, dove collabora con artigiani e numerose aziende, tra le quali Alcantara, Falper, Meritalia, Moleskine. Oltre ad oggetti fisici, progetta anche allestimenti e si occupa di grafica e comunicazione visiva. Non ama concentrarsi su particolari tipologie o su uno stile creativo predefinito; ama progettare affrontando percorsi di volta in volta diversi lasciandosi ispirare dai luoghi in cui deve inserire le proprie opere, o dai materiali e dalle lavorazioni o dalle maestranze con cui sceglie di lavorare.

Victor Carrasco

Nato a Valencia (Spagna) nel 1974, Victor Carrasco inizia la sua carriera professionale dopo essersi laureato con lode in Ingegneria del Disegno Industriale presso l’Università Politecnica di Valencia. Distante da mode e facili tendenze, si occupa della creazione, sviluppo e posizionamento di marchi internazionali, grazie alla sua passione per la sintesi, l’equilibrio, la differenziazione, lo sviluppo sostenibile e la previsione pragmatica dei trend futuri. Fondatore e Direttore Strategico di Viccccarbe, dal 2007 è anche consulente per la multinazionale americana STEELCASE e collabora con numerosi rinomati brand. E’ stato insignito di premi prestigiosi come il Príncipe Felipe Award per Entrepreneurial Excellence, il German Design Award, l’IF Design Award e l’Iconic Awards 2022 per la categoria Best of Best Innovative Material.

Tobia Scarpa

Tobia Scarpa, figlio dell’architetto Carlo Scarpa, nasce a Venezia nel 1935. Studia architettura presso lo IUAV di Venezia e, proprio durante il corso di studi, incontra la collega Afra Bianchin, con la quale condividerà professione e vita per tanti anni. I due si laureano nel 1957 e si sposano poco dopo, per iniziare subito una brillante collaborazione professionale. Dopo un breve periodo in cui Tobia Scarpa lavora per le vetrerie Venini a Murano, i due aprono infatti il loro studio a Montebelluna, nella campagna veneta, luogo d’origine di Afra.Durante un corso universitario di Arredamento, tenuto da Franco Albini nel 1959, Tobia e Afra disegnano il loro primo oggetto di design, la sedia Pigreco, per Gavina, azienda rilevata poi dall’attuale marchio Knoll. La poltroncina, oggi rieditata in una nuova versione in produzione limitata dal brand Tacchini, è innovativa nel design, con le due gambe posteriori che si avvicinano talmente tra loro da diventare un unico appoggio, restando quindi fedele alla forma triangolare da cui Scarpa era stato ispirato per il progetto inziale. Pigreco è solo la prima di tante opere di design, che segnano la collaborazione con diverse aziende del settore, molte delle quali sono entrate nella storia del design e sono parte della collezione permanente in diversi musei nel mondo. La Poltroncina 925, realizzata per Cassina nel 1966, è esposta al MoMa di New York, mentre nella sezione di Arte Contemporanea del Louvre trova posto la sedia Libertà, progettata per Meritalia. Per Cassina Afra e Tobia Scarpa hanno disegnato anche la famosa poltrona Soriana, che ha ricevuto il Compasso d’Oro nel 1970.Per l’azienda Flos la coppia ha progettato, tra il 1962 e il 1975, le lampade Fantasma, Foglio, Biagio, Pierrot, Ariette e Papillona. Dalla collaborazione con B&B Italia nasce il divano Coronado, disegnato nel 1966 ma ancora oggi simbolo di relax.Anche se meno conosciuta rispetto all’attività di designer, Tobia Scarpa ha realizzato diversi progetti di architettura: oltre ad alcune ville e palazzi, con la moglie Afra ha curato la realizzazione di diversi stabilimenti industriali, tra cui la prima fabbrica del marchio Benetton e molti dei punti vendita del marchio sparsi nel mondo. Nel 2008 ha ricevuto il premio Compasso d’Oro alla carriera.

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