Nato a Bergamo nel 1964, Stefano Gallizioli si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, dopo aver studiato all’Istituto d’Arte di Trento. Dal 1987 al 1997 ha lavorato presso Antonio Citterio and Partners a Milano. Ha aperto il proprio studio a Milano nel 1997, continuando il suo lavoro su Product Design e Interiors e ha disegnato mobili per molte aziende come Alivar, Arflex, Bpa International, Effeti, Estel, Fasem, Frighetto, Jesse, Malofancon, Tisettanta e Toncelli.Nel 2001 Gallizioli ha avuto un importante coinvolgimento nella creazione dell’azienda di mobili per esterni Coro, disegnando la sua prima grande collezione di mobili e successivamente con nuovi prodotti. Ha fondato Ang42 nel 2003 insieme alla partner Francesca Simen, occupandosi di Interiors e lavorando a diversi progetti residenziali e commerciali, sia in patria che all’estero. Nel 2006 hanno aperto una filiale del loro studio a Dublino, occupandosi di progetti residenziali e di uffici, tra cui il completamento nel 2009 dei nuovi uffici della sede di Dublino di una grande multinazionale.
Sophie Larger esplora una varietà di campi che vanno dalla scultura, al design di oggetti e alla scenografia, fino agli interventi di arte partecipativa. Il rapporto sensoriale con lo spazio e l’economia dei materiali (con una preferenza per l’uso di materiali riciclati) sono al centro delle sue preoccupazioni. Si interroga anche sui territori e sugli incontri, su ciò che crea un legame. Poiché lo scambio le permette di aprire le frontiere per sperimentare e produrre nuove forme, si unisce volentieri ad altri designer, artisti o coreografi per sviluppare progetti di ricerca interdisciplinari creando legami inaspettati e unici.
Stefan Heiliger nasce a Berlino nel 1941, studia design all’Università di Ulm e Stuttgart e inizia a lavorare come designer alla Mercedes-Benz. Nel 1978 crea il suo studio di design e collabora con importanti aziende nel settore del mobile. Per molti anni ha insegnato all’università di Offenbach nella facoltà di design e grazie alle sue idee innovative ha vinto numerosi premi.
Ligure di origini (La Spezia, 1954) e milanese di adozione, Stefano Giovannoni si laurea alla Facoltà di Architettura di Firenze nel 1978, università in cui insegna e fa ricerca fino al 1991. Prosegue la sua attività didattica alla Domus Academy di Milano, all’Università del Progetto di Reggio Emilia e alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova dove per alcuni anni tiene il corso di Disegno Industriale. Importanti sono gli incontri, a metà degli anni ’80, con Andrea Branzi, Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass, frequentazioni che influenzano fortemente il suo approccio al mondo del progetto gettando solide basi culturali. È così che nel 1989 si afferma come designer industriale realizzando per Alessi, in collaborazione con Guido Venturini, il vassoio in acciaio Girotondo, prodotto di successo e primo di una fortunata serie di oggetti che hanno venduto oltre sette milioni di pezzi in tutto il mondo.Inizia così il fertile sodalizio con l’azienda Alessi che vede Stefano Giovannoni firmare best seller come le pentole Mami e diversi prodotti in plastica. Nascono oggetti provocatori, ludici e ironici come il servizio per sale e pepe Lilliput, il Portauovo Cico, lo scopino da bagno Merdolino, il Portarotolo da cucina Bunny e Carrot, il portastuzzicadenti Magic Bunny, la fruttiera Fruit Mama. Nel 1996 disegna per Magis lo sgabello Bombo, divenuto un’icona del design che abbina plastica e acciaio cromato, e che coniuga estetica, funzionalità e versatilità. Sono numerose le collaborazioni avviate da Giovannoni con alcune tra le principali aziende del design, come Bisazza, Elica, Ghidini 1961, Moooi e con marchi come 3M, Nestlé, Fiat, Lavazza, Nissan, Samsung. Progetti e prodotti che lo hanno portato al conseguimento di numerosi premi e riconoscimenti: il Design Plus di Francoforte, 100% Design di Londra, l’Interior Design magazine’s Best of Year 2012 di New York e il Wallpaper magazine Design Awards 2013 di Londra.All’attività di designer affianca quella di architetto: nel 1985 viene incaricato da Alessandro Guerriero di progettare alcuni allestimenti in Giappone per conto di Alchimia; è del 1991 il progetto del padiglione italiano per la mostra “Les Capitales Européennes du nouveau design” al Centre Georges Pompidou di Parigi; seguono poi negli anni diversi allestimenti per importanti mostre e istituzioni come La Biennale di Venezia e la Triennale di Milano. Nel 2016 fonda, con il fratello Paolo, Qeeboo, brand italiano specializzato nella produzione di arredi, lampade, mobili e oggetti di design dallo stile ironico e giocoso. Nel catalogo in continua espansione si trovano prodotti e oggetti di successo come la sedia Rabbit, la lampada Kong e il portaombrelli Killer.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha insegnato per vari anni Progettazione all’Istituto d’Arte di Modena, da sempre interessata alla Grafica a tutte le forme d’Arte e di Comunicazione, dalle quali trae stimolo per lo sviluppo di una ricerca personale che investe altri campi espressivi, approda al mondo della Ceramica come spazio della possibilità espressiva collaborando con vari studi del comprensorio Sassolese. Dal 2002 al 2004 ha seguito l’immagine e il prodotto della Ceramica Viva , realizzando Xilo prodotto inserito nell’ADI Index 2005. Fino al 2012 è stata Art Director di XtraFiandre. Dal 2011 è Consigliere per l’ADI Emilia Romagna.
Stefano Cavazzana, nato a Mestre nel 1966, si laurea con lode in architettura presso Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel suo studio a Mestre si occupa di architettura, design e grafica aziendale. Fra gli infiniti criteri che concorrono alla valutazione di un oggetto nel suo complesso, uno sicuramente importante è quello riferito alla possibilità di condurre la progettazione verso un grado sempre maggiore di sintesi nel tentativo di eliminare tutto ciò che è superfluo dal punto di vista funzionale e costruttivo, e giungere così a un risultato formale di grande essenzialità. Questo rigore progettuale diventa parte integrante di una poetica, come dire, personale, intima, rigore che non impedisce la mutevolezza dei segni, la contaminazione di linguaggi, la citazione, unitamente ad una volontà di approfondire un dialogo con il passato, in un’assiduità della memoria che conferisce ricchezza di senso all’eleganza prodotta per forza di levare.La responsabilità morale e creativa del progettista è diventata più pesante, vanno cercate nuove regole, esplorate nuove possibilità, rendendo il gioco linguistico e poetico più sottile, esaltando la capacità dell’oggetto o dell’evento artistico di farsi sentire senza gridare, proponendo un ascolto più profondo in virtù di una presenza discreta. Si tratterà, insomma di non esaurire il dialogo, di ottenere più permanenza, più senso o forse più semplicemente “comunicare agli altri messaggi di curiosità, divertimento, affetto”. Collaborazioni con prestigiose aziende tra le quali: Altamarea bath, Bonaldo, Calligaris, DeMajo, Lapalama, Leucos, Lefablier, Novello , Porada, Saba, Sintesi, Visionnaire, Zampieri.
Stefano Gaggero è nato a Savona nel 1971. Dopo la maturità artistica sceglie Milano come città per proseguire gli studi nel campo del design; si diploma in design industriale nel 1995. Dal 1995 al 2006 ha collaborato con gli studi Ferruccio Laviani e Paola Navone, per i quali cura gli allestimenti, il settore immagine e conduce ricerche stile sui trend e sui materiali. Dal 2006 come libero professionista diventa consulente design per il Gruppo Deroma, disegnando le nuove collezioni vasi indoor-outdoor. Nel 2008 come consulente per il gruppo Vittorio Bonacina disegna il divano Orlando. Dal 2006 oltre all’attività di designer si occupa del settore styling per alcune aziende nel campo dell’arredo.
Silvia Suardi, architetto, ha studiato a Milano (Politecnico di Milano) e in Spagna. Ha lavorato per circa dieci anni nello studio di Michele De Lucchi e dal 2001 collabora con Sezgin Aksu. Dal loro studio di Milano si occupano di progetti di interior design (per abitazioni private e spazi pubblici), exhibition design, arredamento e graphic design. Silvia Suardi collabora con numerose riviste internazionali e nel 2002 ha pubblicato il libro “Michele De Lucchi: Dopotolomeo” (Skira). Nel 2007 ha scritto il libro “Marco della Torre. Un progetto per l’arte” (Logos). Silvia è anche docente di design e allestimento in diverse scuole di design e architettura. È External Examiner per l’Università del Galles, per il Master in Interior and Living design di Domus Academy.