Paolo Grasselli

Diplomato all’ISIA di Firenze. Si occupa di design e art direction. Tra i suoi clienti: Alessi, Arcade, Bonaldo, BRF, Cellularline, Ditre, Felicerossi, Tonelli, Saba, Play+, Olivetti, Viro, Modoluce, Viabizzuno. Dal 2003 inizia a collaborare con l’azienda Modoluce per la quale disegna diverse collezioni di lampade. Dal 2008 al 2017 è art director dell’azienda di biocamini Horus. Dal 2017 art director dell’azienda di casalinghi Mopita e dal 2021 della cristalleria Galbiati. Suoi oggetti sono stati esposti presso il Deutsches Architektur Museum di Francoforte e presso Felissimo design house di New York. Premiato al GranDesign International Award e al Nagaoka Technopolis International Design Competition. Selezionato all ADI design index con il lettino Nidami di Play+

Paolo Lomazzi

Paolo Lomazzi, prima del 1966, anno della costituzione dello Studio De Pas D’Urbino Lomazzi, fonda con Lorenzo Roschi e Carlo Jachino lo Studio S24 in via Solferino 24 a Milano, e in seguito, con Carla Scolari, lo Studio Lomazzi-Scolari. Insieme a Jonathan De Pas e Donato D’Urbino sviluppa un’attività progettuale caratterizzata dall’uso di segni, materiali e tecnologie industriali: lo studio progetta e realizza una serie di strutture pneumatiche per la XIV Triennale di Milano e per il Padiglione Italiano all’Expo Mondiale di Osaka. Nel 1967 realizza, prodotta da Zanotta, la poltrona gonfiabile Blow.De Pas D’Urbino Lomazzi progettano edifici industriali e residenziali ed estendono il loro intervento alle diverse aree del prodotto di design: attrezzature per la casa, l’ufficio e i luoghi di vendita ed esposizione, sanitari, illuminazione, elettronica, collaborando con alcune tra le più note ditte italiane, tra le quali Acerbis, Artemide, Alessi, BBB Bonacina, Bellato-Pallucco, Bonacina Pierantonio, Cassina-Marcatre, Driade, De Padova, Giannini, Lualdi, Lumina Italia, MDF Italia, Naos, Valli & Valli, Poltronova, Quattrocchio, Robots, Scavolini, Stilnovo, Tonelli, Zanotta, Zerodisegno e, all’estero, Roset, Koizumi e Santa&Cole.Dopo la morte improvvisa di Jonathan De Pas nel 1991, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi hanno proseguito con passione l’attività avviata con l’amico scomparso. Nel 2017 sciolgono lo storico sodalizio e continuano l’attività singolarmente. Paolo Lomazzi unisce all’attività progettuale la docenza al Politecnico di Milano – Facoltà di Design, dal 2001 al 2007, all’Università IUAV di Venezia – Facoltà di Design, dal 2005 al 2010 e all’ISAI di Vicenza dal 2010 al 2015. Nel 2018 gli viene conferito il premio Compasso d’Oro ADI alla carriera.

Paolo Ulian

Designer di formazione, ha la capacità di mettere insieme frammenti per farne oggetti esatti, etici e significanti, la cui presenza interroga silenziosa perché quei frammenti sono pezzi di idee, a lungo meditate, e di esperienza fisica dei materiali e delle forme, che continuano a vibrare nella loro raggiunta, nuova, finitezza. I suoi percorsi, condivisi con il fratello Giuseppe, si perdono nelle pieghe tortuose del progetto e della sperimentazione e raggiungono la meta nella sintesi e nello scarto di ciò che è superfluo e non funzionale alla migliore resa dell’idea. Da qui, forse, l’assoluta mancanza di gerarchie fra gli elementi intrinseci e formali di tutto quello che fa.Studia all’Accademia di Belle Arti di Carrara e successivamente si iscrive all’Isia di Firenze dove si diploma in industrial design. Nel 1990 lavora come assistente nello studio di Enzo Mari. Espone al Salone Satellite nel 2000 e vince il primo premio Design Report Award. Nel 2009 si tiene la sua prima mostra personale alla Fabbrica del Vapore curata da Beppe Finessi. L’anno seguente viene presentata “Tra gioco e discarica” la sua seconda mostra personale alla Triennale di Milano, questa volta curata da Enzo Mari. E’ invitato alla VI edizione del Triennale Design Museum del 2013 dove realizza un’installazione dedicata all’opera di Vico Magistretti. Nel 2014 e 2015 progetta gli allestimenti delle esposizioni annuali alla Fondazione Magistretti. Nel 2016 gli viene dedicata una grande mostra personale al Palazzo Mediceo di Seravezza. Parallelamente al suo lavoro di designer ha svolto attività didattica presso importanti atenei e scuole di design. Ha collaborato con Droog Design e con aziende italiane come Driade, Fontana Arte, Danese, Zani&Zani, Azzurra Ceramiche, Up Group, Zava Luce, Antonio Lupi e Bufalini. Nel 2020 ha curato l’allestimento della mostra antologica di Enzo Mari curata da Hans Hulrich Obrist e Francesca Giacomelli che si é tenuta alla Triennale di Milano. Alcuni suoi progetti sono entrati nella collezione permanente del Triennale Design Museum, del London Design Museum e del Montreal Museum of Fine Art.

Paolo Pallucco

Paolo Pallucco e Mireille Rivier, architetti capaci di lasciare un segno preciso del loro passaggio. Siamo nei primi anni Ottanta, fin da subito si affermano nel panorama internazionale per l’approccio anticonformista al mondo del design. Progettisti di chiara fama amano confrontarsi con designer atipici, creando prodotti irripetibili.

Paolo Pedrizzetti

Nato nel 1947. Maturità scientifica e Laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Inizia l’attività di product designer nel 1978 con Davide Mercatali. Nel 1988 apre uno studio associato con la moglie Raffaella Mattia e prosegue l’attività di product designer. Nel 1993 è tra i soci fondatori dell’Associazione Culturaler ABC Incontri sul Progetto. Dal 1988 al 1994 è direttore responsabile delle Riviste Blu&Rosso e Bagno&Bagni. Dal 1995 è consulente della redazione della rivista Il Bagno Oggi e Domani, edita da Reed Business Information.Alcuni oggetti fanno parte delle collezioni permanenti nei musei di Chicago-I11 (USA), Monaco (Germania), San Diego-Cal (USA), Museo d’Arte Moderna di New York (USA), Museo Pecci di Prato (FI); altri sono stati selezionati per il premio Compasso d’Oro negli anni 1979, 1981, 1987, 1991, per ADI Design Index 1998/1999, 2002, 2003, 2004, per il Premio BIO di Lubiana negli anni 1981, 1984, 1992, 1996, per il premio Adi-Technotel negli anni 1987, 1989, 1990, 1991. Nel 2002 ha vinto il premio Comfort & Design – ADI e ha ottenuto il Red Dot Award 2002 del Design Zentrum Nordrhein Westfalen. Nel 2008 ha vinto il secondo premio dell’International Design Award – Los Angeles, Cal, USA. Un prodotto fa parte nel 1993 del merchandising del Museo d’Arte Moderna di New York.

Piero Castiglioni

Lo Studio Piero Castiglioni è stato inizialmente sede, a partire dagli Anni Settanta, della collaborazione tra Piero Castiglioni e il padre Livio. Un laboratorio in cui diverse lampade sono state ideate e, nel caso del sistema “Scintilla”, letteralmente assemblate. In seguito è divenuto luogo di progettazione e di formazione di giovani lighting designer, insieme al sodalizio con Chiara Baldacci.Oggi lo Studio continua la ricerca in campo illuminotecnico, fornendo, con un approccio sistemico e consolidato, soluzioni di illuminazione “su misura” per spazi museali, allestimenti, teatri, auditorium, spazi urbani, retail, luoghi di culto, yachts e abitazioni private.Figure professionali con competenze eterogenee collaborano in partnership ai lavori dello studio. Più che tecnologia, regole e normative, per il lighting design serve un forte sviluppo nella capacità di osservazione dell’architettura e di chi la vive. Ogni progetto è sempre diverso e non ci sono parametri fissi. La luce è un servizio e come tale si pone l’obiettivo di mostrare il visibile senza alterare la percezione dello spazio.

Piet Billekens

Nato nel 1966 a Tilburg, Paesi Bassi. Laureato con lode alla Design Academy di Eindhoven nel 1989. Dal 1990 responsabile di ricerca e sviluppo in Cesana, produttore di cabine doccia e di complementi per la doccia. Nel 2001 apre lo studio Foresee Design a Milano, lavorando per molte aziende in Italia e all’estero, occupandosi di industrial design e di interior design e dando supporto come design-consultant. Ha partecipato come membro esperto del settore bagno al gruppo di lavoro CEN per la realizzazione della nuova normativa europea sulle cabine doccia.Premi e segnalazioni: selezione per il concorso ADI-ILPO 1990 riguardo nuove soluzioni in Poliuretano per il prodotto Panco (Cesana). Selezione per ADI-design index 2001 con Logic Active, cabina doccia multifunzione (Cesana). Selezione per ADI-design index 2003 con Halfmoon, cabina doccia (Cesana). Selezione per ADI-Design index 2003 con Billy, rubinetto per cucina (Nobili Rubinetterie). Premio Design-Plus all’ISH Francoforte 2003 con Halfmoon (Cesana). Selezione Compasso d’Oro 2004 con Halfmoon, cabina doccia (Cesana). Selezione per ADI-Design index 2004 con collezione Plus, rubinetteria bagno e cucina (Nobili Rubinetterie) e accessori bagno (Colombo Design). Premio Comfort e Design 2004 (Mostra Convegno) con collezione Plus, rubinetteria bagno e cucina (Nobili Rubinetterie) e accessori bagno (Colombo Design).

Pietro Arosio

Pietro Arosio nasce a Lissone in provincia di Milano il 20 Marzo 1946. Dopo essersi diplomato all’istituto d’arte applicata di Monza, si forma professionalmente nel centro ricerche della società AF&F, specializzata nella produzione d’arredi in metallo per spazi collettivi. Quest’esperienza di lavoro è servita a Pietro Arosio per chiarire e definire a se stesso una possibile filosofia progettuale da perseguire nel tempo come industrial designer. Nel 1972 inizia la sua attività indipendente, efficace in quegli anni fu il lavoro svolto nella progettazione di cucine iniziata nel 1978, e riconosciuto attraverso il primo premio Casaviva d’Oro nell’anno 1983.L’essenzialità nella forma dell’oggetto, la ricerca costante di nuovi materiali e tecnologie applicabili, la minuziosa definizione di ogni particolare già in fase di progetto con il reparto engineering delle aziende produttrici, sono elementi fondamentali nel lavoro di Pietro Arosio, che comunque non sottovalutando l’aspetto emozionale del prodotto, ha in alcuni casi collaborato con artisti di fama internazionale quali Nespolo, Del Pezzo, Hsiao Chin, Tilson, Rotella, Keizo, per aggiungere anche un valore artistico a prodotti seriali. Alcuni dei suoi lavori sono stati esposti al Victoria e Albert Museum di Londra e al museo di arte moderna Die Sammlung Di Monaco.

Pia Wallén

Piero Gatti

Piero Gatti, insieme a Franco Teodoro e Cesare Paolini, ha disegnato Sacco di Zanotta nel 1968. Dal momento in cui questi 3 architetti torinesi sono arrivati a Zanotta con una “sacca” in PVC ¾ piena di palline di polistirolo e con l’idea di sviluppare un progetto industriale, è nata la poltrona Sacco. Da oggetto di culto e icona dell’arredamento, dal design moderno e informale, ha stabilito un indiscusso record internazionale di tutti i tempi fino a diventare una delle più importanti espressioni della creatività italiana.

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