Danilo Fedeli

Danilo Fedeli si è laureato con lode in Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura di Firenze. Ha collaborato come designer responsabile di progetto per importanti aziende italiane nel settore dell’arredamento, dove ha maturato una significativa esperienza professionale, prima di iniziare la sua attività freelance fondando 3DF DESIGN. Dal 2007 lavora come industrial designer, proponendo progetti che spaziano dalla grafica, l’exhibition design, e l’interior design. Cura la direzione artistica di varie aziende avendo un focus ben preciso del prodotto e la sua collocazione sul mercato. La prerogativa di ogni progetto è quella di studiarne non solo gli aspetti estetici, ma soprattutto quelli tecnici e produttivi, curando scrupolosamente ogni minimo dettaglio. Nel 2011 vince a Francoforte il prestigioso Design Plus Awards.

Alessandro Ruga

Nato nella brianza del mobile, si laurea alla facoltà del design del politecnico di Milano con indirizzo prodotto arredo. A seguito di un’intensa esperienza come interior designer vissuta a Londra con Poliform, nel 2010 fonda con Carlotta Perissinotto lo studio casa1796, oggi ruga.perissinotto. Lo studio collabora intensamente con le aziende del distretto del mobile sviluppando progetti interdisciplinari che spaziano dalla direzione artistica, alla consulenza di immagine, dai cataloghi di prodotto e di corporate identity, fino al product design. I suoi lavori sono il risultato della ricerca di equilibrio tra le necessità del mercato di riferimento e le caratteristiche tecniche e commerciali del cliente

Alessandro Tesolin

Alessando è socio fondatore dello studio TESOLIN & associati che si occupa di pianificazione urbanistica e viabilità, architettura, ambiente e protezione civile, design di interni, sicurezza, consulenze tecniche. Collabora con diversi professionisti ed esperti nei vari settori.

Emilio Nanni

Emilio Nanni nasce nel 1955 a Bazzano, piccolo centro dell’Emilia Romagna nei pressi di Bologna. Si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e nella stessa università svolge attività didattica dal 1990 al 1998 insegnando Arredamento. Nel 2000 fonda lo studio Emilio Nanni ENd+a, avviando un’intensa attività professionale, tra Bologna e Milano, nei campi dell’architettura, del design, del graphic design e dell’art direction. In veste di architetto ha progettato molti interventi su vasta scala, con una metodologia progettuale che fa riferimento anche alla Bioarchitettura. Ha realizzato diverse architetture residenziali e progettato allestimenti museali e fieristici, architetture temporanee e progetti d’interior design.Come afferma Marco Romanelli “il linguaggio di Emilio Nanni propone, con grande coerenza, una personale e sofisticata interpretazione della corrente minimalista”; in questa definizione si rispecchia una poetica rivolta alla continua ricerca dell’essenziale, della purezza, dell’eleganza. Sul rapporto tra forma e funzione si basa la sua attività di progettista e creativo sempre attento a indagare i mutamenti del contemporaneo e ad aprirsi alla sperimentazione. Nel suo lavoro di designer pone molta attenzione al ruolo che un prodotto può avere nell’uso quotidiano, alle sue implicazioni estetiche e funzionali. Nel ruolo di art direction e design strategy agisce con una visione d’insieme che include, oltre al design del prodotto, la comunicazione integrata e le strategie di marketing. Interagisce con i processi inerenti la produzione industriale e le specificità della comunicazione. Ha disegnato per importanti aziende, tra queste: Accademia, AirnovaDesign, Billiani, Bross, Bonacina1889, Cabas, Calligaris, Ca/stil Italia, Cattelan Italia, Cyrcus, Da a Italia, De Castelli, Et al Italia/Gruppo IFI, Guzzini, HauteMaterial, Laboratorio Pesaro, Lamm, Metals, Midj, Mdf Italia, Now Edizioni, Pampaloni , Pianca, Roche Bobois, Saba, Tonelli, Tonon, Trabà, Valadier Gioielli,Varaschin, Zeritalia, Zanotta.Emilio Nanni vanta numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali tra i quali: l’ADI Design Index 2000 per il tavolo Drake di Tonelli; l’ADI Design Index 2002 per la poltroncina Drop di Zanotta; il Red Dot Award 2016 per la sedia Fratina di Billiani; per Myra armchair prodotta da Et al. riceve nel 2017 il Red Dot Award 2017 e nel 2018 il German design Award 2018 per Special Mention; nel 2019 vince l’ADI Design Index 2018 per il tavolo Maestro di Pianca; nel 2021 il German Design Award per Platea bergère. Molte sue opere sono state acquisite da importanti collezioni internazionali pubbliche e private e ha partecipato a mostre, rassegne ed esposizioni, tra queste si ricorda la mostra personale dal titolo “Strange Perspectives: Arte e Design, indagine su un rapporto estenuante” allestita nel 2017 presso la sede di Archiproducts Milano dove Nanni ha presentato una cospicua collezione di lavori grafici e pittorici.

Hannes Peer

Hannes Peer è un architetto e designer altoatesino. Ha studiato al Politecnico di Milano per poi completare i suoi studi a Berlino. A venticinque anni si trasferisce a Rotterdam, dove lavora per due anni nello studio di Rem Koolhaas: qui impara l’importanza di non rinunciare alla sua personalità e di non standardizzare e uniformare la sua pratica. Ha lavorato per alcuni marchi di moda, tra cui N°21, per il quale ha progettato uno spazio a Cheongdam in Corea del Sud, e per i marchi di design SEM e La Chance.

waller sala

Jordi Garcés

Nato nel 1945, Jordi Garcés si è laureato alla Scuola di Architettura di Barcellona (ETSAB) nel 1970. Durante gli studi ha lavorato presso lo studio di Oriol Bohigas, dove ha incontrato Enric Sòria, con cui ha collaborato fino al 1996. Insieme hanno gettato le basi del razionalismo, sostenendo la geometria dell’architettura e la funzionalità della sua composizione. Tra i loro primi progetti spiccano quelli per i musei, tra cui la conversione dell’antico manicomio di Santa Lucía nel museo scientifico CosmoCaixa (1978-1980) e il progetto del Museo Picasso (1981-1987). In seguito, sono stati coinvolti in progetti culturali e sportivi come quello di Vall d’Hebrón (1990-1991), per il quale hanno ricevuto il Premio di Architettura FAD nel 1991. Lo studio ha progettato anche i cinema IMAX (1993-1994) e l’Agora Rubió i Balaguer nel campus Ciutadella dell’Università Pompeu Fabra nel 1994, vincendo il Premio Città di Barcellona per l’Architettura e l’Urbanistica nel 1996.Agli esordi della collaborazione Garcés-Sòria hanno progettato la lampada da tavolo Sylvestrina, una lampada a olio elettrificata con cavo e interruttore. La Sylvestrina è considerata un classico del design e nel 2019 Santa & Cole l’ha modificata, trasformandola in una lampada portatile dotata di batteria ricaricabile. Jordi Garcés si è dedicato anche all’insegnamento, tenendo corsi di progetto architettonico all’EINA dal 1971 al 1973 e all’ETSAB dal 1975 al 2015. Nel 1987, Garcés ha conseguito il dottorato di ricerca in architettura presso l’Università Politecnica della Catalogna (ora BarcelonaTech), dove è professore di progetto dal 1990. A livello internazionale, Garcés è stato visiting professor presso l’École Polytéchnique Fédérale de Lausanne (Svizzera).Nel 2010, Jordi Garcés ha progettato l’ampliamento del Museo Picasso che aveva ristrutturato 30 anni prima. Attualmente lavora in uno studio di architettura dove progetta infrastrutture pubbliche e altri edifici, tra cui stazioni della metropolitana, centri civici e scuole, sia in Spagna che all’estero.

Enrico Cesana

Enrico Cesana nasce nel 1970. Ha frequentato la facoltà di architettura al Politecnico di Milano dove si è laureato nel 1997. Dal 1998 al 2004, due esperienze professionali felici, lo portano ad occuparsi di industrial ed interior design e ad approfondire metodi ed approcci progettuali diversi. A partire dal 2005 apre un proprio studio a Lissone dove si occupa di industrial design, comunicazione ed architettura. Molte sono le sue creazioni con una particolare vocazione per l’ideazione di sistemi imbottiti; al suo attivo progettazioni per le migliori industrie mobiliere che hanno scritto e continuano a scrivere la storia del design italiano.Collabora con SpHaus, Ivano Redaelli per il quale firma molti prodotti di successo di immagine e commerciale; Gruppo industriale Busnelli dove contribuisce al rilancio dello storico marchio con una consulenza continuativa sul prodotto, Olivieri s.p.a. dal 2007 come AD ripensa l’immagine aziendale dal prodotto alla comunicazione, collabora inoltre con Orizzonti, Alivar, Composit, Cinova, Dorelan.

Alessia Galimberti

Architetto e Dottore di Ricerca in Progetti e Politiche Urbane, presso il Politecnico di Milano, oltre a consulenze nel campo della pianificazione urbanistica e della mobilità (Ecopass), da anni si occupa di progettazione architettonica, di progettazione d’interni, arredo urbano, direzioni artistiche e creazione di oggetti di design industriale.

Alessandro Mendini

Alessandro Mendini (Milano, 1931-2019) è stato un architetto e designer tra i più importanti del panorama italiano e internazionale. Animato da una sottile vena ironica e ludica, Mendini è tra gli ispiratori della corrente post moderna, ed ha contribuito, attraverso le sue opere e i suoi scritti teorici e critici, a innovare il design italiano a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Dotato di una personalità poliedrica, dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1959, inizia la sua carriera nello studio Nizzoli. Negli anni ’70 si divide tra l’attività giornalistica, che lo vede alla guida di importanti riviste come Casabella (1970-76), Domus (1979-85; 2010-2011) e Modo (1977-79), da lui fondata, e quella di critico e teorico, con la partecipazione a gruppi appartenenti alla sfera del design radicale. Partecipa infatti alle sperimentazioni portate avanti da Global Tools nel 1973, insieme a Ettore Sottsass e Gaetano Pesce, Alchimia nel 1979 e Memphis, nel 1981. Tra i suoi scritti, ricordiamo Paesaggio casalingo (1979), Architettura addio (1981), Progetto infelice (1983), Existenz maximum (1990).La sua personale e, sotto certi aspetti, rivoluzionaria visione del design lo porta a progettare oggetti unici e autoprodotti, quasi delle opere artistiche, come la serie di Oggetti ad uso spirituale, nei quali il designer propone una riflessione critica nei confronti del funzionalismo e della produzione di massa. Le sue fonti di ispirazione si possono rintracciare nelle avanguardie artistiche di inizio Novecento, come il Dadaismo, il Surrealismo, il Costruttivismo russo o il Futurismo. Mendini pone l’accento sul ruolo della decorazione, ritenuta più importante della funzione, e sul primato dell’artigianato. A Mendini dobbiamo anche l’elaborazione del concetto di re-design, attraverso il quale gli oggetti di uso quotidiano vengono reinterpretati in modo talvolta estraneo alla funzione o allo stile originari. Questo approccio non ha inizialmente attirato l’interesse delle aziende per il lavoro di Mendini, almeno fino all’incontro con imprenditori come Aurelio Zanotta e Alberto Alessi, all’inizio degli anni Ottanta, con i quali invece si instaurò una stretta collaborazione. Nel 1989 fonda, assieme al fratello Francesco, l’Atelier Mendini, un laboratorio multidisciplinare che sviluppa progetti di mobili, architettura, interior design, pittura, installazioni e consulenze per aziende.Tra le sue opere più importanti abbiamo la celeberrima Poltrona Proust (1978), oggi prodotta sia in esemplari unici realizzati a mano, sia in serie limitate per aziende come Cappellini, Magis, Bisazza o Superego. Dalla collaborazione con Alessi nascono la serie Tea and Coffee Piazza, la collezione 100% Make Up, i cavatappi Anna G e Alessandro M, e gli ultimi progetti, realizzati un anno prima della sua scomparsa, ovvero il pentolino Tegamino e il set di piatti per bambini Alessini. Per Bisazza, Mendini firma oggetti contenitori ricoperti di tessere di mosaico, come i Mobili per uomo, mentre per l’azienda coreana Ramun crea la lampada da tavolo Amuleto.Mendini ha firmato anche diverse opere di architettura, arredo urbano e urbanistica, tra le quali possiamo citare le Fabbriche Alessi a Omegna, tre stazioni della metropolitana a Napoli, il Byblos Art Hotel-Villa Amistà a Verona, gli uffici di Trend Group a Vicenza, la riqualificazione urbanistica dell’area industriale nel quartiere Bovisa a Milano, oltre a progetti di edifici e quartieri in Giappone, Corea, Europa e Stati Uniti. Tra i premi e i riconoscimenti ricevuti, ricordiamo i tre Compassi d’oro ADI, nel 1979 per la rivista Modo, nel 1981 per le sue ricerche con il gruppo Alchimia e nel 2014 come premio alla carriera.

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