Charlie Styrbjörn Nilsson

Jin Kuramoto

Jin Kuramoto è un designer giapponese nato nel 1976 su una piccola isola di campagna. Ha fondato JIN KURAMOTO STUDIO INC. nel 2008 e progetta un’ampia gamma di prodotti, tra cui mobili, elettrodomestici e oggetti di uso quotidiano. Per lui è importante il processo di tentativi ed errori ripetuti, toccare i materiali, ascoltare la loro voce, fare prototipi in uno studio pieno di ispirazione e creare quelli che lui chiama “incidenti positivi”. Il suo lavoro ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui il Red Dot Award “Best of the Best” e l’iF Product Design Award. Per HAY, Jin Kuramoto ha progettato Knit.

Johannes Hebing

Nato a Moers nel 1961. Dopo un tirocinio come falegname, ha studiato design del prodotto a Münster. Si diploma nel 1984 con il Prof. Heinrich Brummak. Ha collaborato con OCO-Design, Munster. Responsabile della costruzione di modelli presso Sieger Design a Schloss Harkotten, è stato poi senior Art Director presso lo stesso studio. Nel 1994 fonda il suo studio a Colonia insieme a Martina Wiemer, grafica. Vanta progetti per clienti internazionali nel campo del design di mobili, interior e graphic design.

Bernhard Müller

Nato a Münster nel 1965, Bernhard Müller ha studiato architettura a Braunschweig fino al 1989. Nel 1993 ha fondato il brand di mobili [more] ad Amburgo, con l’obiettivo di progettare esattamente il tipo di mobili che vorrebbe avere per sè, e da allora è un socio dirigente.

Elisa Vendramin

Elisa Vendramin è un’illustratrice italiana che lavora per lo più a progetti grafici per il settore culturale e del design, elaborando digitalmente pattern illustrati. Dopo aver conseguito un Master in Communication Design presso Central Saint Martins College of Art and Design (London, 2010), Elisa comincia a collaborare con istituzioni culturali quali Science Museum of London e Nordic House Reykjavik, nonché lavora con agenzie di comunicazione come Brandever, Amplify e Machas. Dopo una serie di mostre collettive a Londra e Parigi, Elisa si trasferisce a Reykjavik dove viene selezionata per alcune residenze d’artista, tra cui SÍM International Residency (Reykjavik, 2011) e NES Artist Residency (Skagaströnd, 2011). Dal 2013 ritorna in Italia e continua a collaborare come freelance con clienti internazionali quali Atacama Invest, Fendi, Bompiani, Mondadori, MuseumsQuartier Wien e Apple. In contemporanea, segue progetti di ricerca personale esposti presso la galleria-artstore Atelier Olschinsky di Vienna.

Antonio Marras

Lo stilista e artista Antonio Marras nasce nel 1961 ad Alghero in Sardegna. Nel 1987 disegna la sua prima collezione di abiti e nel 1991 viene selezionato per sfilare a Roma in occasione di AltaModa. L’anno seguente a Parigi presenta la collezione Le nuvole per poi esordire nel 1999 a Milano con la sua prima collezione di prêt-à-porter. Nel 2003 viene nominato direttore artistico di Kenzo, sodalizio che durerà fino al 2011. Fin dalle sue prime esperienze nella moda, Marras si distingue per le sperimentazioni e per le commistioni con il sistema dell’arte. Infatti, parallelamente alle sue creazioni e presentazioni nel mondo della moda, realizza e partecipa a numerose mostre.Nel 1997 a Roma, su invito di Francesco Moschini, espone cinquanta disegni presso l’Istituto Europeo di Design; nel 2003 allestisce “lI Racconto della Forma” nell’ex saponificio di Sassari e successivamente ad Alghero avvia il progetto “Trama Doppia”, serie di mostre che vedono Marras confrontarsi con artisti come Maria Lai e Claudia Losi. Nel 2006 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ospita la mostra fotografica “Antonio Marras, dieci anni dopo”; partecipa nel 2011 alla Biennale di Venezia con un’installazione nel Padiglione Italia dal titolo “Archivio Provvisorio” e nel 2016 alla Triennale di Milano è protagonista della mostra personale “Antonio Marras: Nulla die sine linea”, a cura di Francesca Alfano Miglietti. Nel 2018 è autore di sedici opere per il progetto “laculturasifastrada”, un’iniziativa promossa dalla casa editrice Zanichelli; nel 2019 a Matera nel museo di Palazzo Lanfranchi viene inaugurata la mostra “Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras”, un percorso espositivo che presenta un dialogo ideale tra i due artisti sardi con oltre trecento loro opere.Nel 2009 realizza i costumi per lo spettacolo di Luca Ronconi “Sogno di una notte di mezza estate” e nel 2018 debutta alla regia della pièce “Mio cuore sto soffrendo, cosa posso fare per te?”. Nel 2014 avvia una proficua collaborazione con Wall&Decò che porta alla realizzazione di un’onirica collezione di carte da parati contrassegnata da disegni, collage, fotografie, illustrazioni, trompe-l’oeil e citazioni.A Milano nel 2013 fonda lo spazio Nonostantemarras, showroom, galleria, concept store e spazio culturale che in occasione della Design Week di Milano si trasforma in una delle mete più visitate: nel 2017 ospita un’installazione luminosa esito della pluriennale ricerca condotta dallo stilista sul rapporto tra arte, moda, luce e spazio, e frutto del fortunato incontro con Fernando e Humberto Campana. Nel 2018 e nel 2019 presenta una cospicua collezione di ceramiche realizzate in collaborazione con Kiasmo e nelle stesse occasioni espone una linea di sedie e divani realizzata con Saba Italia. Nel 2017, in collaborazione con la Fondazione Dioguardi, realizza una sfilata di moda nel cantiere di restauro del Teatro Lirico di Milano e l’anno seguente installa sui ponteggi della facciata dello stesso teatro un grande telero disegnato di oltre seicento metri quadri. Nel 2001 riceve il Premio Francesca Alinovi oggi Premio Alinovi Daolio e nel 2013 gli viene conferita la Laurea Honoris Causa in Arti Visive dall’Accademia di Belle Arti di Brera.

Maria Gomez Garcia

Proprietaria e direttrice dello studio creativo Estudio PAM ha sviluppato grafiche destinate a materiali e utilizzi diversi, come sedie, carte da parati, porte, tavoli, tessuti; lavora, tra gli altri, per clienti con sede in Spagna, Italia, Brasile e Stati Uniti. In precedenza, ha collaborato con aziende e marchi come Le Lis Blanc (marchio brasiliano di moda e oggetti per la casa) e ZARA (Spagna). Ha un’esperienza decennale nella ricerca dei nuovi trend della moda e della grafica nelle più significative città del mondo (Londra, New York, Parigi, San Paolo, Seoul e Hong Kong). Tutti i suoi disegni e le illustrazioni sono eseguiti a mano e riflettono il suo bagaglio professionale, il cosmopolitismo e la passione per la grafica.

Matteo Tampone

Matteo Tampone nasce a Torino. Nel 2013 crea MATstudio, un unico contenitore comunicativo, congeniale ad evolvere ed affinare quella capacità artistico-industriale da sempre associata all’area del design e del progetto. Riconosciuto tra i migliori 15 artisti a Paratissima 2015, viene selezionato per l’esposizione Hit Parade al MAUTO museo dell’automobile di Torino con “Corpi Galleggianti”. Le sue opere d’arte diventano carta da parati che rappresentano un volto e il percorso temporale della sua superficie. Una sperimentazione di reazioni materiche ed espressione artistica. La sua filosofia di espressione si basa sull’immaginare e creare nuove sensazioni per produrre nuove emozioni. In campo artistico esplora la ricerca sui processi di ossidazione. Reazione e trasformazione di superfici, cromie che variano in un percorso temporale sfidando la velocità del tempo, quasi a sottolineare quanto il nostro mondo muti così rapidamente. I materiali sono una parte essenziale della sua ricerca. Esplorare, sperimentare, giocare con i materiali sono stimoli per proporre nuovi concetti e nuove opere.

Mario Marenco

Mario Marenco, nato il 9 settembre 1933 a Foggia e scomparso il 17 marzo 2019 a Roma, è stato una figura poliedrica del panorama culturale italiano, noto soprattutto per la sua carriera comica e radiofonica. Tuttavia, al di là della sua vena umoristica, Marenco ha avuto un’importante carriera come architetto e designer, ambito in cui ha dimostrato una grande creatività e originalità. Marenco si laureò in Architettura all’Università di Napoli, perfezionando poi la sua formazione a Stoccolma presso la Scandinavian School of Design, un’esperienza che influenzò profondamente il suo approccio al design. In seguito, lavorò presso diversi studi di architettura e design, acquisendo una vasta esperienza nel campo della progettazione.Nel 1960 fondò a Roma il proprio studio di design, Studio DEGW, insieme ad altri colleghi architetti. Questo studio divenne presto un punto di riferimento nel settore, grazie alla capacità di Marenco di coniugare funzionalità ed estetica in maniera innovativa. Tra i suoi progetti più noti si annoverano arredi e allestimenti per spazi pubblici e privati, dove la sua attenzione ai dettagli e la sensibilità verso i materiali e le forme si distinguevano per la loro originalità e modernità. Il suo lavoro come designer è stato sempre contraddistinto da un approccio giocoso e ironico, qualità che ritroviamo anche nelle sue creazioni di design. Marenco era in grado di infondere nelle sue opere un senso di leggerezza e sorpresa, elementi che lo resero un progettista molto apprezzato e rispettato dai suoi colleghi e dal pubblico.Nonostante il successo come designer, Marenco non abbandonò mai completamente il mondo dello spettacolo, che lo vide protagonista di trasmissioni radiofoniche e televisive come “Alto Gradimento” e “Quelli della notte”. Tuttavia, è proprio nell’architettura e nel design che Marenco lasciò un segno profondo, testimoniando come la sua creatività potesse esprimersi con forza in ambiti diversi ma complementari. Il suo contributo al design italiano è stato significativo e duraturo, influenzando generazioni di architetti e designer. Mario Marenco resta una figura unica, capace di far convivere in sé l’anima dell’artista, dell’architetto e del comico, lasciando un’eredità culturale e creativa che continua a essere apprezzata e studiata.

Fernando Gil

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