Henk Vos
Nato a Venezia nel 1987, fin dal liceo ha concentrato i suoi studi nell’ambito delle arti con particolare attenzione all’architettura, in cui ha conseguito la laurea magistrale e la conseguente qualificazione professionale. Successivamente ha ottenuto un master di primo livello in interior design. Ama tutti gli aspetti dell’architettura e del design, dai materiali più complessi e sperimentali alle soluzioni tecnologiche più avanzate, all’interior design e allo sviluppo di dettagli costruttivi innovativi.
Renato Montagner è un architetto veneziano. Si occupa di arredo navale in diversi progetti tra cui quello della Crown Princess. Nel 1994 è in California dove vive e lavora tra Los Angeles e San Francisco. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con Marc Sadler per Danese, su un progetto di abbigliamento protettivo di cui segue lo sviluppo in Corea. Nel 1997 con Marc Sadler fonda Venice Bleach. Lavora sul tema dello sport in progetti per Nike, Salomon, Danese. Per Benetton Sportsystem realizza una collezione di guanti da sci. Produce design per Aprilia, Albatros, Cassina, Faram, Foscarini, Moulinex, Tecno. In collaborazione con Marc Sadler, cura dal 1998 la progettazione dell’arredo punto vendita per tutti i negozi Tim. Al design e alla progettazione industriale alterna l’attività di architetto nel corso della quale realizza residenze a Ginevra, Treviso, Venezia, Padova.
Ines svolge l’attività dal 1975, inizialmente in collaborazione con gli studi Arcoop, Arkite’ Architetti Associati e Studio Piergiorgio Cazzaniga, dal 1997 diventa libero professionista e si occupa di interior, allestimenti fieristici, eventi di design e negozi di arredamento. Ines Porrino si occupa del concept della realizzazione del prodotto e del catalogo per collezioni di pavimenti in pvc Limonta. Dal 2010 ha iniziato una produzione delle lampade artigianali Filrouge. Ha collaborato con diverse testate d’arredamento, tra le quali Interni, Spazio Casa, Lake Como lifestyle.
Helen Brasinika è un’architetto, designer e consulente CMF, con un background multidisciplinare che passa per la progettazione olistica e una metodologia di produzione ben precisa. La sua attività di progettazione e ricerca spazia in progetti che riguardano interior, lighting & furniture design, arredo urbano, progetti commerciali e sviluppo urbano socialmente responsabile. Vanta numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui Designer of the Year 2015, da International A’ Design Awards.
Alberto Bonandrini (1967); dopo studi artistici, nel 1993 ottiene la laurea in architettura presso il Politecnico di Milano.La passione per l’arte, l’ambiente e i viaggi è una costante contaminazione.L’esperienza metabolizza gli eterogenei materiali di riferimento, per conseguire una sintesi architettonica che tende alla forma pura. Iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Bergamo, ha al suo attivo una attività professionale nell’ambito privato e pubblico, spaziando dalle progettazioni contemporanee al restauro dell’esistente, dal design d’interni, al disegno industriale, fino alla progettazione degli spazi urbani.Il progetto si ispira ad un’etica di uso razionale delle risorse naturali, materiali e finanziarie, per conseguire lo scopo della forma e della funzione.
Andrea Pagani, nato nel 1974 , dopo una formazione tecnica, compie gli studi universitari a Milano dove si laurea in Architettura al Politecnico. Appassionato di fotografia , arti visive e architettura sostenibile. La passione e le collaborazioni giovanili si concretizzano nella partecipazione a concorsi e a diverse esperienze progettuali.Dal Gennaio 2004 è iscritto all’Ordine degli architetti della provincia di Bergamo e come libero professionista si occupa di progettazione architettonica, dagli spazi pubblici alla progettazione d’interni, fino al disegno industriale.
Nasce a Palmanova (UD) nel 1982, si laurea in Scienze dell’architettura presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2005 e in Architettura Civile presso il Politecnico di Milano nel 2008. Dal 2010 esercita la libera professione. Dal 2006 al 2008 collabora con diversi studi in Lombardia, acquisendo esperienza e competenze nel campo dell’allestimento, della progettazione residenziale e dell’ospitalità. Dal 2008 al 2011 collabora come consulente per studi di progettazione bresciani, dove segue personalmente la progettazione di residenze unifamiliari, scuole, showrooms, piscine, attività produttive, allestimenti e complementi di design.Dal 2010 intraprende la libera professione sia in territorio lombardo che in quello friulano seguendo personalmente ed in team con altri professionisti, l’intero iter progettuale e realizzativo di interventi di natura residenziale, ricettiva, turistico-alberghiera e produttiva. In territorio lombardo intraprende fortunate collaborazioni con importanti società di intermediazione immobiliare e con aziende di interior design per le quali esegue interventi caratterizzati da una cura particolare verso la progettazione integrata tra l’elemento di design e lo spazio architettonico.
Roberto Giacomucci, architetto anconetano. Il Design per Lui è una passione nata per caso che si rivela essere uno stile di vita. Sfrutta le conoscenze acquisite negli anni di studio per imparare a gestire spazi, tecniche e materiali. “Artigiano del design” considera fondamentale conoscere l’anima della materia da plasmare, verificandone step by step la trasformazione e stabilendo così un rapporto unico con l’oggetto. È un designer estroso, ironico, ma concreto e non un mero visionario dalle idee irrealizzabili. Crede nei talenti locali e nei giovani promettenti, molti dei quali passati per i suoi corsi alla Facoltà di Architettura di Ascoli. Art Director di aziende delle quali ama valorizzare il mood, applica abilità strategiche/comunicative per promuovere la diffusione capillare e “democratica” dei progetti.”Il lavoro di Roberto Giacomucci rientra pienamente in quell’area leggera, apparentemente disincantata, dell’ultima generazione di designer che presentammo (con un certo scandalo) al design museum della triennale nel 2007, una mostra che sta facendo il giro del mondo (Barcellona, Istanbul, e in futuro a Pechino e Taiwan). Si tratta di un design totalmente diverso da quello del XX secolo, che cercava prodotti di massa e soluzioni definitive: un design che “modernizza la modernità” entrando negli interstizi dimenticati, nei sotto sistemi domestici, nelle pieghe dell’impensato, come i micro-crediti può cambiare la qualità dei grandi sistemi urbani.”Andrea Branzi, Milano 2012