Nato a Nepi (VT) nel 1956 si laurea nel 1982 in architettura all’ Università “La Sapienza” di Roma, dove, dopo un periodo di apprendistato nel 1984 apre un proprio studio professionale. Ad una iniziale intesa attività di collaborazione con altri studi, che gli consente di seguire progetti pubblici a grande scala, affianca da subito, una personale ricerca progettuale più intima, di tematiche architettoniche legate al territorio, in particolare il basso viterbese, dove è nato e vive. Attraverso una rielaborazione della memoria costruttiva locale, le sue opere si caratterizzano per l’uso di soluzioni figurative moderne a fianco di materiali tradizionali e per una attenta relazione con l’intorno. La stessa attenzione rivolta al proprio territorio e alla materia, lo porta presto ad esplorare l’universo della ceramica, qui presente storicamente e oggi rappresentata dalla produzione ceramica sanitaria del distretto industriale di Civita Castellana, polo mondiale del settore.Dopo una lunga frequentazione conoscitiva dei processi produttivi e delle problematiche di mercato, alla fine degli anni novanta, con l’apertura del settore al design, lavora su alcuni progetti destinati all’ambiente bagno. Inizia cosi una attività di industrial design che alterna a quella di architetto e lo porta a collaborare con le principali Aziende del settore. Dal 2011 al 2016,è professore di progettazione del prodotto industriale per il corso di Laurea in Design presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara.
Titta Paoloni è nato a Tarcento (Udine) nel 1954, e si è laureato in Architettura a Venezia nel 1979. In collaborazione con Giovanna Cortivo e Valerio Casarin ha realizzato e discusso la tesi dal titolo Ruolo delle isole minori nella formazione del Parco della Laguna di Venezia – 1979 prefigurando soluzioni e scenari architettonici per la salvaguardia della città lagunare con caratteri fortemente innovativi per quel periodo storico.È stato collaboratore di numerose aziende nel settore della prefabbricazione, e ha progettato e curato la realizzazione di manufatti per l’edilizia industriale e civile (direzionale, residenziale, scolastica). È stato consulente per l’arredo (layout) di aziende locali e nazionali produttrici di mobili per ufficio.Ha progettato opere pubbliche e private di edilizia sanitaria, sportiva, urbana, residenziale (nuove costruzioni, ristrutturazioni, restauri).Ha dedicato particolare attenzione allo studio delle funzionalità del vivere in rapporto con gli spazi abitativi interni, alla psicologia e alle interazioni uomo-ambiente, allo sviluppo di temi ed intuizioni che hanno caratterizzato il suo stile e che trovano origine già nei primi studi universitari.Da alcuni anni si dedica con successo anche al design (sedute, tavoli, lampade, complementi). Ha disegnato oggetti per aziende quali FRAG srl, Ronald Smith Co, Tische-Germany GmbH, Empresa srl, All Kit Softline surl, Pietro Costantini sas.Nel 1992 con la sedia Maiorca, e nel 2000 con Panarea, entrambe di FRAG srl, ha vinto il Premio Top Ten di Promosedia.Nel 2007, con la sedia Charm (Karma), di Pietro Costantini sas, ha vinto il Premio Catas per la sedia più innovativa ed affidabile.
Thomas Sandell è nato nel 1959 e ha conseguito il “Master in Architettura e Ingegneria” presso il Royal Institute of Technology nel 1985. Ha fondato sandellsandberg nel 1995 con Ulf Sandberg e Joakim Uebel, un’azienda con 60 dipendenti, che integra architettura, design e pubblicità. Sandell ha progettato diversi acclamati interni, tra cui il Museo di Arte Moderna e il Museo Svedese di Architettura di Stoccolma e diverse agenzie pubblicitarie. Attualmente sta progettando case per il futuro: Gåshaga Brygga, 41 case a schiera a Lidingö fuori Stoccolma. Come designer di mobili, Thomas Sandell ha collaborato con diversi produttori di mobili svedesi e internazionali, come: Artek, Asplund, B&B Italia, Cappellini, CBI, Gärsnäs, IKEA of Sweden, Källemo, Mobileffe, R.O.O.M., Rydéns, Tibrokök e Tronconi. Sandell è il presidente della SAR, Associazione Nazionale degli Architetti Svedesi e ha ricevuto numerosi premi per il design.
Architetto e designer tra i più attivi del Design Italiano degli anni ’60, Ludovico Magistretti (06/10/1920 – 19/09/2006), noto con il diminutivo di Vico, nasce a Milano nel 1920 da una famiglia di architetti. Si iscrive alla Facoltà di Architettura nel 1939, e nel 1943 si trasferisce per un breve periodo in Svizzera, dove ha modo di conoscere e frequentare l’architetto triestino Ernesto Nathan Rogers, fondatore del BBPR, considerato da Magistretti uno dei suoi maestri. Rientrato in Italia nel 1945, si laurea in Architettura e inizia subito a lavorare nello studio del padre, che viene a mancare proprio quell’anno.In 50 anni di attività, ha realizzato moltissimi importanti progetti di architettura, soprattutto a Milano: tra i più noti la Torre al Parco, gli uffici in corso Europa, diversi progetti per l’INA-Casa, e altre ville e residenze. Nel 1959, durante il CIAM, Congrès International d’Architecture Moderne, che si tiene in Olanda, viene presentato il suo progetto della Casa Arosio, insieme ad altri progetti di suoi colleghi italiani: la mensa Olivetti di Ignazio Gardella, la Torre Velasca di BBPR e le case a Matera di Giancarlo De Carlo. A partire dalla fine degli anni ’70 sarà insegnante presso il Royal College of Art di Londra, città alla quale era molto legato.Esponente dell’Italian Design, movimento e fenomeno culturale che nel dopoguerra ha diffuso lo stile italiano nel mondo e creato il mito del design italiano, Vico Magistretti ha un approccio al design che si basa sulla stretta collaborazione tra designer e aziende produttrici, a partire dalla definizione del concept e fino alla realizzazione del prodotto. Grande sostenitore della produzione in serie, era affascinato dalla possibilità di riprodurre un oggetto svariate volte, per garantire mobili per tutti, come cita il motto del Bauhaus. Per lui un oggetto dal buon design può e deve durare 50 o 100 anni e alcune sue creazioni sono davvero diventate delle icone e sono ancora in produzione: la lampada Eclisse di Artemide, Compasso d’Oro nel 1967, la lampada Atollo per Oluce, il divano Maralunga e la libreria Nuvola Rossa per Cassina, il Letto Nathalie e il Tadao per Flou. Disegna per tantissimi altri brand, tra cui De Padova, Fritz Hansen, Fontana Arte, Kartell. Muore a Milano il 19 settembre 2006.
Tobia Scarpa, figlio dell’architetto Carlo Scarpa, nasce a Venezia nel 1935. Studia architettura presso lo IUAV di Venezia e, proprio durante il corso di studi, incontra la collega Afra Bianchin, con la quale condividerà professione e vita per tanti anni. I due si laureano nel 1957 e si sposano poco dopo, per iniziare subito una brillante collaborazione professionale. Dopo un breve periodo in cui Tobia Scarpa lavora per le vetrerie Venini a Murano, i due aprono infatti il loro studio a Montebelluna, nella campagna veneta, luogo d’origine di Afra.Durante un corso universitario di Arredamento, tenuto da Franco Albini nel 1959, Tobia e Afra disegnano il loro primo oggetto di design, la sedia Pigreco, per Gavina, azienda rilevata poi dall’attuale marchio Knoll. La poltroncina, oggi rieditata in una nuova versione in produzione limitata dal brand Tacchini, è innovativa nel design, con le due gambe posteriori che si avvicinano talmente tra loro da diventare un unico appoggio, restando quindi fedele alla forma triangolare da cui Scarpa era stato ispirato per il progetto inziale. Pigreco è solo la prima di tante opere di design, che segnano la collaborazione con diverse aziende del settore, molte delle quali sono entrate nella storia del design e sono parte della collezione permanente in diversi musei nel mondo. La Poltroncina 925, realizzata per Cassina nel 1966, è esposta al MoMa di New York, mentre nella sezione di Arte Contemporanea del Louvre trova posto la sedia Libertà, progettata per Meritalia. Per Cassina Afra e Tobia Scarpa hanno disegnato anche la famosa poltrona Soriana, che ha ricevuto il Compasso d’Oro nel 1970.Per l’azienda Flos la coppia ha progettato, tra il 1962 e il 1975, le lampade Fantasma, Foglio, Biagio, Pierrot, Ariette e Papillona. Dalla collaborazione con B&B Italia nasce il divano Coronado, disegnato nel 1966 ma ancora oggi simbolo di relax.Anche se meno conosciuta rispetto all’attività di designer, Tobia Scarpa ha realizzato diversi progetti di architettura: oltre ad alcune ville e palazzi, con la moglie Afra ha curato la realizzazione di diversi stabilimenti industriali, tra cui la prima fabbrica del marchio Benetton e molti dei punti vendita del marchio sparsi nel mondo. Nel 2008 ha ricevuto il premio Compasso d’Oro alla carriera.
Giuseppe Pagano Pogatschnig è stato un architetto italiano. Nato nel 1896 a Parenzo, cittadina della costa istriana, partecipa come volontario irredentista alla Prima guerra mondiale, arruolandosi il 24 maggio 1915 nelle file italiane pur essendo ancora cittadino austriaco cambiando il suo cognome da Pogatschnig a Pagano. Inviato al fronte come sottotenente al 53º reggimento fanteria il 2 novembre 1915 fu ferito per la prima volta durante l’assalto del Monte Sabotino. Con il 228º reggimento nel maggio 1916 venne ferito per la seconda volta in varie parti del corpo. Fu decorato con due medaglie di bronzo al valore.Nel luglio del 1917 con la 58º fanteria fu ferito e imprigionato dagli austriaci a quota 124 di Grazigna. Imprigionato come non irredento in Lubiana a Theresienstadt. Nel giugno 1918 evase, dopo varie vicissitudini fu ricatturato in Italia e riportato a Theresienstadt. Nell’ottobre del 1918 evase di nuovo. Partecipò ai moti austriaci, prese la sua terza medaglia al valor militare e venne processato come disertore, ma assolto con la formula piena. Dopo il liceo a Capodistria si iscrive al Politecnico di Torino e frequentò i corsi della facoltà di architettura guadagnando un anno sui cinque si laurea a pieni voti con lode nel 1924. La sua tesi di laurea una villa fu costruita con poche varianti a Parenzo. Resta fuori dal Gruppo sette di estrazione più milanese ma ne condivide le Tesi.
Nato nel 1899 a Torino, ingegnere e pittore, opera a Milano, Berlino e Parigi. Tornato a Milano è tra i protagonisti dei movimenti d’avanguardia di quegli anni: da “Corrente” al Movimento Realista, di cui è uno degli iniziatori e dei maggiori assertori. Nel contempo ha una funzione creativa e teorica nel gruppo degli architetti razionalisti milanesi. Lavora con Bottoni, Lingeri e Terragni a concorsi e coraggiose realizzazioni. Partecipa come pittore o architetto a varie edizioni della Triennale di Milano. Nel 1934 crea la casa di Via Marcora, uno dei primi esempi di architettura razionale a Milano.Nel 1935 progetta e realizza una serie di mobili metallici. È membro dei CIAM e dell’MSA. Con Piero Bottoni è uno degli autori del quartiere sperimentale QT8 dove erige nel 1947 una casa prefabbricata e partecipa alla stesura del Piano Regolatore di Milano. Dal 1955 si dedica unicamente alla pittura: tra il 1956 e il 1961 insegna all’Accademia di Berlino Est e all’università di Greifswald. Nel 1960 riprende brevemente l’attività di architetto. Rilevante il percorso espositivo in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Scompare nel 2002.
Partner dello studio di architettura SP10 di Genova si occupa di architettura e restauro, allestimenti mostre e design. Molti i premi e le menzioni ricevute tra i quali il primo posto per la provincia di Genova al Premio Nazionale di Architettura [intra]luoghi per opere realizzate edizione 2007/08 al Palazzo della Borsa a Genova.Nel 2009 partecipa al concorso nazionale di idee per la ricollocazione della biblioteca della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Genova e si aggiudica il primo premio. La voce SP10 compare nel dizionario biografico illustrato della X Biennale di Architettura di Venezia.