Annalisa Carli

Architetto e interior design appassionata da sempre di arte, moda e musica. Si laurea al Politecnico di Milano nel 1997 ed ottiene successivamente l’abilitazione all’esercizio professionale. Per anni collabora con diversi studi di architettura tra cui lo studio dell’architetto italo argentino Fernando Cesar Mosca dove impara a sviluppare e a capire la sua creatività ed il suo senso pratico e funzionale. Nel 2001 fonda il suo studio. L’attenzione verso gli spazi, l’utilizzo di forme semplici, il colore e la luce sono gli elementi che caratterizzano i suoi progetti che nascono dalla fusione di complementi disposti secondo canoni di armonia e funzionalità. L’approccio progettuale appartiene innanzi tutto alla sfera creativa in cui la fantasia, il sentimento, le necessità e la tecnica si fondono in un’insieme di schemi grafico – descrittivi capaci di interpretare e soddisfare le esigenze del cliente. La casa è il nostro “rifugio sicuro” è il luogo dove ci rilassiamo e ci rafforziamo, rispecchia chi siamo, i nostri valori e la nostra anima.Nel 2017 la prima pubblicazione su una rivista di arredamento e successivamente su blog, siti di architettura nazionali ed internazionali. La frase che più la rappresenta è di Frank Lloyd Wright “Una cosa accade solo se ci credi davvero, ed è crederci che la fa accadere”.

Cini Boeri

Architetto e designer tra le più influenti nel panorama culturale italiano del secondo dopoguerra, Maria Cristina Mariani Dameno, detta “Cini”, un diminutivo che deriva dal lombardo “piccinina”, nasce a Milano nel 1924. Nel 1951 si laurea in architettura al Politecnico di Milano, ed inizia la difficile gavetta in una professione ad esclusivo appannaggio maschile. Cini, nel frattempo coniugatasi con Renato Boeri, un neurochirurgo, non si dà per vinta e lavora come apprendista nello studio del maestro Gio Ponti, e in seguito alla Philco, dove vende le cucine componibili dell’azienda americana. L’incontro con Marco Zanuso, avvenuto nello stand dell’azienda al Salone del Mobile del 1952, rappresenta l’inizio della sua straordinaria parabola nel mondo del design e dell’architettura. Nello studio del maestro, dove rimane per circa 12 anni, lavora al fianco di Aldo Rossi e di Richard Sapper, affronta i primi importanti progetti architettonici, e viene introdotta nell’ambiente degli artisti e letterati del periodo, avendo modo di conoscere Lucio Fontana e Ernesto Nathan Rogers.È il 1963 quando apre il suo studio, con l’azienda Arflex come primo cliente, e con la quale vince il Compasso d’Oro ADI nel 1979 per il divano Strips, un sistema di sedute rivoluzionario. Il suo approccio progettuale sperimentale la porta ad esplorare nuovi linguaggi e ad utilizzare i materiali in modo innovativo. Nel suo lavoro la funzione e la relazione con il fruitore dell’opera, che si tratti di un oggetto o di uno spazio, sono prioritari rispetto alla forma. Nella sua lunga carriera Cini Boeri ha svolto diverse attività, progettando case unifamiliari, design d’interni per appartamenti e uffici, showroom, come ad esempio quelli di Knoll International in Francia, Germania, Italia e in California, o il negozio di Venini in Piazza san Marco a Venezia, oltre ad allestimenti di mostre e di musei. Ha anche svolto attività didattica, tenendo lezioni e conferenze in molte università, e divulgativa, attraverso i testi da lei pubblicati.Nel campo del design di prodotto, sono molti i pezzi scaturiti dalla lunga collaborazione con Arflex. Oltre al divano Strips, ricordiamo la sedia Bobo Lounge (1967), l’innovativo Serpentone, un divano venduto al metro (1971), le poltrone della collezione Pecorelle (1972), il divano Bengodi (1974), reinterpretato nel 2009 con il nome Ben Ben. Tra gli altri marchi con cui ha collaborato troviamo Knoll, per il quale ha disegnato la linea di sedute Cini Boeri Collection, e la collezione di tavoli Lunario. Per Fiam Italia ha creato nel 1987 uno dei pezzi più iconici del design italiano, ovvero la poltrona Ghost, realizzata interamente in vetro. Molti degli oggetti progettati da Cini Boeri sono oggi esposti nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, al MAD di Parigi e al Museo del Design alla Triennale di Milano. Tra i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti, oltre al Compasso d’Oro ADI, ricordiamo il Good Design Award di Chicago 2008, l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il Compasso d’Oro alla carriera nel 2011. Muore a Milano all’età di 96 anni, il 9 settembre 2020.

Luca Gangemi

Edoardo Pandolfo

Lo studio associato Pandolfo & Possamai, costituito nel 1983 a Treviso, opera nell’ambito della progettazione edilizia, del restauro conservativo, dell’ingegneria civile e del design. È impegnato in progetti di riqualificazione urbana ispirati ai criteri della migliore qualità urbanistica, architettonica e ambientale. Le diverse competenze hanno permesso allo studio di affrontare le varie problematiche con un’ampia interdisciplinarietà e una grande autonomia anche in materie specialistiche.

Vincenzo D’Alba

Architetto, designer, artista. Si laurea cum laude presso la Facoltà di Architettura “Valle Giulia” dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma con una tesi in Storia dell’Architettura e Progettazione dell’Architettura dal titolo “Il Palazzo delle Biblioteche: teoria, storia e progetto. Ipotesi per il Campus universitario di Bari” (edito da Mario Adda, Bari 2009). I suoi supervisori furono il Prof. Arch. Francesco Moschini e il Prof. Arch. Franco Purini. Attualmente è collaboratore del Prof. Arch. Francesco Moschini per l’insegnamento di Storia dell’Architettura e Storia dell’Arte Contemporanea al Politecnico di Bari. Nel 2007 ha coordinato il progetto T.E.S.I. (Tesi Europea Sperimentale Interuniversitaria) con il Prof. Francesco Moschini e l’Ing. Francesco Maggiore.Collabora con la Fondazione Francesco Moschini, con la Fondazione Gianfranco Dioguardi, e con A.A.M. Architettura Arte Moderna, che lo ha invitato a partecipare al progetto “Duetti / Partite a scacchi sul disegno”. Durante lo sviluppo di questo progetto ha realizzato lavori “a quattro mani” con A. Anselmi, C. Aymonino, M. Beccu, G. Canella, A. Ceccheto, S. Cordeschi, A. Femia 5+1AA, M. Galantino, M. De Lucchi, N. Di Battista, A. Oreglia d’Isola, A. Ortiz, P. Portoghesi, F. Purini, F. Raimondo, R. Rizzi, L. Semerani, B. Servino, A. Siza, E. Sordini. Ha vinto il Premio Giovani Architetti 2009 promosso dall’Accademia Nazionale di San Luca. Nello stesso anno partecipa alla mostra “Architettura incisa” organizzata dall’Istituto Nazionale per la Grafica. Ha collaborato a seminari, lezioni, eventi cinematografici e mostre.Sue opere sono nella collezione del Maxxi, dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Istituto Nazionale per la Grafica, dell’AAM Architettura d’Arte Moderna. Lavora come architetto e designer. È autore di reportage e articoli dedicati principalmente all’arte, alla fotografia, ed è redattore dei “Quaderni di Varia Cultura” promossi dalla Fondazione Dioguardi. Ha anche realizzato immagini e illustrazioni per libri, giornali e poster.

Fabio Lo Jacono

Fabio Lo Jacono nasce a Napoli, vive e lavora a Lucca. Laureato presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze svolge l’attività professionale come architetto indipendente sviluppando progetti di edifici residenziali, ristrutturazioni di fabbricati ed abitazioni private, edilizia residenziale pubblica, sistemazioni di spazi pubblici e di aree verdi, restauro del paesaggio, riqualificazione di aree e di edifici industriali per conto di committenti pubblici e privati. Si occupa di design di arredi collaborando con aziende italiane ed estere.

Nicola Gardin

Durante il periodo di studi all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Nicola Gardin crea “Archinternational”, un movimento di studio e critica dell’internazionalismo architettonico , organizza conferenze in collaborazione con amici e studenti Sds IUAV e il Prof. Francesco Dal Co Direttore della rivista Casabella, a cui partecipano Architetti di fama internazionale quali: Arata Isozaki, Toyo Ito, Makio Hasuike, Shigeru Ban, Kazuyo Sejima, Todd Williams & Billie Tsien, Mansilla & Tunon, Alfredo Paya, Peter Eisenman, Daniele Bedini. Con quest’ultimo, conosciuto come “l’Architetto spaziale” e progettista di interni dell’International Space Station per l’ESA, ha presentato con il collega ed amico Roger Z. , nel 2004 la tesi IMS (international mars station), una struttura pneumatica gonfiabile per la vita su un ambiente estremo:Marte.Da Architetto inizia a collaborare all’esecuzione di Opere d’Arte come la Caravella Berti di Gaetano Pesce, la scultura di Vittorio Sgarbi per l’Arte delle Donne e collabora con l’Artista Mino.L soprattutto negli Emirati Arabi Uniti ed in Egitto. Negli anni, presenta diverse lampade per Fabbian, Prearo,ed altre aziende venete ma apre alla produzione di oggetti di Design Industriale come Mowo’x per Bsign o Titako per Unitech Italia. Specializzato in acustica con il cantiere di Radio Dimensione Suono, Anicaflash, Fox RCS, Radio Deejay, sfrutta le conoscenze per la realizzazione di interni complessi per Ville Custom Homes private oltre a l’Adriatic Palace Hotel, Torricella Hotel e infine collaborando alla realizzazione del Ritz Carlton nelle Talan Tower di Astana, progetto SOM.

Achille Castiglioni

Achille Castiglioni (Milano, 1918 – 2002) è stato un architetto, designer e accademico tra i più importanti del panorama italiano e internazionale. Ultimo dei tre fratelli Castiglioni, dopo la laurea in architettura, nel 1944 presso il Politecnico di Milano, inizia a lavorare nello studio già fondato dai fratelli Livio e Pier Giacomo. Quando, nel 1953, Livio decide di proseguire la sua carriera in autonomia, lo studio viene portato avanti da Achille e da Pier Giacomo, i quali, molto affiatati, debuttano realizzando allestimenti per i padiglioni fieristici di aziende come la RAI, Montecatini, Eni, coinvolgendo figure come Bruno Munari e Max Huber, e sperimentando soluzioni innovative, soprattutto per la parte del progetto relativa all’illuminotecnica. Parallelamente sviluppano anche l’attività di progettazione architettonica, con la realizzazione di edifici importanti come il Palazzo della Permanente (1952), la chiesa parrocchiale S. Gabriele Arcangelo in Mater Dei (1956), la sede della Camera di commercio (1958).Durante le mostre “Forme e colori nella casa d’oggi” a Villa Olmo, Como (1957) e “La casa abitata” a Firenze (1965), i fratelli Castiglioni presentano una serie di oggetti che sintetizzano il loro linguaggio, nel quale la funzionalità e il minimalismo si coniugano con l’impiego di oggetti anonimi rivisitati in chiave ironica. E’ il caso dello sgabello Sella e dello sgabello Mezzadro, oggi prodotti da Zanotta, la poltrona Cubo, oggi nella collezione Meritalia di Arflex, la lampada Luminator, oggi prodotta da Flos, già premiata con il Compasso d’Oro nel 1955, l’orologio da parete Firenze (Alessi), la sedia pieghevole Tric. Achille si afferma come uno dei più influenti designer italiani, assieme al fratello, tanto da entrare nel novero dei soci fondatori dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) e degli organizzatori del premio Compasso d’Oro. Premio che vinse ben otto volte, oltre che per la citata lampada Luminator, per la sedia T12 per Palini (1960), la macchina da caffè Pitagora per LaCimbali (1962), lo spillatore per Birra Spinamatic per Poretti (1964), la cuffia per traduzioni simultanee per Phoebus Alter (1967), tutti insieme al fratello Pier Giacomo. Seguono poi i premi per la lampada Parentesi di Flos (1979), per il letto d’ospedale per Omsa (1979), le posate Dry per Alessi (1984), oltre alle numerose menzioni d’onore.In quasi 60 anni di attività, Achille Castiglioni ha realizzato più di un centinaio di oggetti, alcuni dei quali sono inseriti nella collezione permanente del MoMA di New York e in altri importanti musei. Ha senza dubbio contribuito a rivoluzionare il design e a diffondere il made in Italy, lavorando per brand prestigiosi come Alessi, Kartell, Flos, Zanotta, De Padova, Poltrona Frau, Siemens, Brionvega, solo per citarne alcuni. Achille Castiglioni muore nel 2002, all’età di 84 anni, nel suo studio di Piazza Castello, a Milano, dal 2005 trasformato nello Studio Museo Achille Castiglioni.

Lorenzo Granocchia

mi occupo di architettura, di interni e design. Collaboro con importanti aziende nel settore del mobile, dell’ illuminazione e dell’oggettistica.Cercando di Interpretare le nuove tendenze dell’ abitare dando vita ad un lessico essenziale, le cui matrici formali sono la geometria, ispirata agli elementi primari, ed il rigore esecutivo con forme pure e soluzioni moderne ed originali grazie ad un continuo e costante processo di ricerca e studio.

Nicola De Ponti

Architetto per formazione, Nicola De Ponti (Milano, 1971) ha lavorato in Italia con Flavio Albanese e in Spagna con Tusquets, Diaz y Asociados. Ora socio di Antonia Astori (AstoriDePontiAssociati), progetta interni abitativi, negozi, allestimenti, stand fieristici, e si dedica con successo all’attività di designer, che gli è valsa alcune segnalazioni nell’ADI Design Index (2008, 2010, 2011 e 2013). Il suo progetto sperimentale di architettura sostenibile “Green Frame House”, per Abitare il tempo 2010, dopo essere stato selezionato in ADI Design Index 2011, è stato altresì incluso nel 2012 nella selezione della Consulta Regione Lombardia per il Premio “Rassegna Lombarda di architettura under 40”.Ha progettato e progetta per Driade, Tubes, OLuce, Laminam, Fiam ed ha affiancato alle attività di progettazione e di industrial design quella di art director di alcune aziende del settore del mobile, tra cui Mussi Italy e Valsecchi 1918. Attratto dal dibattito sui temi della città e dell’abitare, ha insegnato presso il Politecnico di Milano e la Domus Academy e collabora con la testata OFARCH (Design Diffusion World) in qualità di critico dell’architettura

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