Yasuhiro Shito è un talentuoso designer di prodotti che vive in Italia. Collabora con una serie di importanti aziende italiane di arredamento, tra cui la prestigiosa e famosa Cattelan Italia. Grazie all’uso di curve sinuose e materiali lussuosi, i suoi prodotti sono apprezzati in tutto il mondo. Shito si concentra sulla creazione di soluzioni di seduta iconiche e abbina perfettamente il comfort allo stile.
Nato a New York nel 1974 e laureatosi al Pratt Institute di Brooklyn, Todd Bracher ha conseguito un Master in Interior Design e Furniture presso la Danmarks Designskole di Copenhagen. Tra i suoi primi successi c’è la nomina a New Designer of the Year nel 2008 in occasione della International Contemporary Furniture Fair di New York. La sua carriera professionale lo ha portato in giro per il mondo: è stato direttore dello studio di design di Tom Dixon nel Regno Unito, professore di design presso la Scuola d’Arte e Design ESAD in Francia e direttore creativo dell’azienda scandinava Georg Jensen.Todd Bracher è il fondatore di Bracher Studio, specializzato nella progettazione strategica di prodotti e nella direzione creativa. Fondato nel 1999 e con sede a New York, lo studio si avvale dell’esperienza internazionale di oltre vent’anni del suo team a Copenaghen, Milano, Londra e Parigi. Lo studio ha ricevuto numerosi premi, come il Best of the Best di RedDot e quelli assegnati dalla rivista Interior Design, oltre al NeoCon Gold in diverse occasioni. Todd Bracher è stato anche riconosciuto come uno dei 100 migliori influencer del design globale dalla rivista Wallpaper*.
Tobia Scarpa, figlio dell’architetto Carlo Scarpa, nasce a Venezia nel 1935. Studia architettura presso lo IUAV di Venezia e, proprio durante il corso di studi, incontra la collega Afra Bianchin, con la quale condividerà professione e vita per tanti anni. I due si laureano nel 1957 e si sposano poco dopo, per iniziare subito una brillante collaborazione professionale. Dopo un breve periodo in cui Tobia Scarpa lavora per le vetrerie Venini a Murano, i due aprono infatti il loro studio a Montebelluna, nella campagna veneta, luogo d’origine di Afra.Durante un corso universitario di Arredamento, tenuto da Franco Albini nel 1959, Tobia e Afra disegnano il loro primo oggetto di design, la sedia Pigreco, per Gavina, azienda rilevata poi dall’attuale marchio Knoll. La poltroncina, oggi rieditata in una nuova versione in produzione limitata dal brand Tacchini, è innovativa nel design, con le due gambe posteriori che si avvicinano talmente tra loro da diventare un unico appoggio, restando quindi fedele alla forma triangolare da cui Scarpa era stato ispirato per il progetto inziale. Pigreco è solo la prima di tante opere di design, che segnano la collaborazione con diverse aziende del settore, molte delle quali sono entrate nella storia del design e sono parte della collezione permanente in diversi musei nel mondo. La Poltroncina 925, realizzata per Cassina nel 1966, è esposta al MoMa di New York, mentre nella sezione di Arte Contemporanea del Louvre trova posto la sedia Libertà, progettata per Meritalia. Per Cassina Afra e Tobia Scarpa hanno disegnato anche la famosa poltrona Soriana, che ha ricevuto il Compasso d’Oro nel 1970.Per l’azienda Flos la coppia ha progettato, tra il 1962 e il 1975, le lampade Fantasma, Foglio, Biagio, Pierrot, Ariette e Papillona. Dalla collaborazione con B&B Italia nasce il divano Coronado, disegnato nel 1966 ma ancora oggi simbolo di relax.Anche se meno conosciuta rispetto all’attività di designer, Tobia Scarpa ha realizzato diversi progetti di architettura: oltre ad alcune ville e palazzi, con la moglie Afra ha curato la realizzazione di diversi stabilimenti industriali, tra cui la prima fabbrica del marchio Benetton e molti dei punti vendita del marchio sparsi nel mondo. Nel 2008 ha ricevuto il premio Compasso d’Oro alla carriera.
Tokujin Yoshioka nasce a Saga, in Giappone, nel 1967 e si diploma nel 1988 a Tokyo presso la Kuwasawa Design School. Subito dopo avvia importanti collaborazioni con personalità del calibro di Shiro Kuramata e di Issey Miyake per poi fondare nel 2000 il proprio studio, Tokujin Yoshioka Inc., con sede a Tokyo. Avvia così l’attività di progettista e creativo nei campi del design, dell’architettura, degli allestimenti e dell’arte. Il lavoro di Tokujin Yoshioka è segnato da un approccio poetico e sperimentale che trova ispirazione nella cultura giapponese e nei temi legati alla natura. Le sue opere si definiscono spesso nell’utilizzo di materiali trasparenti e riflettenti che si completano con la luce e con l’interazione con lo spazio. Si tratta di opere che trascendono il concetto di forma e che nascono da un’attenta ricerca estetica e tecnologica. Da questa premessa nascono progetti come la Transparent Japanese House (2002) poi concretizzato nel 2015 con la realizzazione della Kou-an Glass teahouse, piccolo padiglione interamente vetrato ispirato alla cultura della cerimonia del tè e installato presso il tempio di Shogunzuka a Kyoto. Analogamente progetta nel 2013 Rainbow Church, installazione sensoriale presentata al Museum of Contemporary Art di Tokyo. Il vetro è un materiale ricorrente nel lavoro di Yoshioka come dimostra la serie di panchine Water Block del 2002 o la collezione di arredi prodotti da Glas Italia come la sedia con braccioli Prism Glass Chair, l’armadio Prism Glass, il paravento Prism Partition e il tavolino Prism Mirror Table e poi ancora sempre per Glas Italia i tavolini Luminous e Fountain.Tokujin Yoshioka vanta collaborazioni prestigiose (ad esempio con BMW, Cartier, Driade, Hermès, Louis Vuitton, Lexus, Kartell, Moroso, Swarovski) che hanno portato alla realizzazione di oggetti di design e di opere d’arte che oggi sono conservate nelle collezioni permanenti di musei di tutto il mondo, tra questi si ricordano: il MoMA di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Vitra Design Museum, il Montreal Museum of Modern Art. Tra le numerose collaborazioni si segnalano i lavori realizzati con Desalto (come i tavolini esagonali Hexagon nelle varianti in marmo e acciaio con cristallo e la linea di tavoli Element) e con Moroso (tra cui Moon, poltroncina in polietilene con laccatura metallizzata e Panna Chair poltrona sfoderabile in tessuto). Con Mutina, nel cui team entra a far parte nel 2010, disegna Phenomenon una ricca collezione di rivestimenti in gres porcellanato dal formato inedito che rievocano texture di materiali naturali.Sono molti e importanti i riconoscimenti ricevuti in carriera da Tokujin Yoshioka, tra i più significativi: Design Miami – Designer of Year nel 2007, Wallpaper Design Awards Best furniture designer nel 2008, l’Elle Deco International Design Award – Designer of Year nel 2009 e nel 2016, Maison & Objet – Creator of the Year 2012. Nel 2019 disegna la torcia olimpica per i Giochi olimpici di Tokyo 2022. All’opera di Tokujin Yoshioka sono dedicate diverse pubblicazioni, tra queste si segnalano le monografie di Phaidon (2006) e di Rizzoli (2010); il Newsweek magazine lo ha indicato tra le cento personalità giapponesi più stimate al mondo.
Nato a Venezia nel 1928, da padre scozzese e madre italiana, ha passato la sua infanzia e giovinezza sul lago di Como. Nel 1946 frequenta per alcuni mesi il Liceo Artistico in Brera a Milano. Dal 1947 al 1948 frequenta il Teatro alla Scala di Milano come allievo scenografo. Nel 1947 allestisce una mostra personale di collages surrealisti alla Biblioteca Vinciana di Milano. Nel 1950 si trasferisce a Londra. Nel 1951 riceve l’incarico di eseguire una scultura mobile e un murale fotografico per l’esposizione “Industrial Power” in Glasgow, per il Festival of Britain. Dal 1951 al 1965 è Art Director presso la J.W. Thompson e dal 1965 al 1968 presso la rivista Queen. Nel 1970 fonda la rivista “Harpers & Queen” e sino al 1985 riveste il ruolo di direttore responsabile e di art director. Dal 1985 si dedica alla pittura e al design grafico e di mobili. Molto frequenti le mostre a lui dedicate.
Toshiyuki Kita, classe 1942, è un designer di origini giapponesi formatosi tra Milano e Osaka; in Giappone consegue il diploma in Design Industriale nel 1964 al Narita College e inizia la sua carriera in un’azienda specializzata nella lavorazione dell’alluminio. Nel 1967 apre uno studio nella propria città natale, dedicandosi alla ricerca di prodotti lifestyle e di artigianato tradizionale. Collabora con l’Italia fin dagli esordi, in qualità di designer ambientale e industriale, per aziende come Bernini e Bilumen; nel 1967 progetta per Moroso la poltrona Saruyama, da cui nascerà la collezione Saruyama Island. Nel 1966 con Branzi, Corretti e Morozzi fonda a Firenze lo studio di architettura radicale Archiom Associati, che conclude la sua attività nel 1972. Dal 1969 opera a Milano con il proprio studio in Corso Garibaldi.Molti dei suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti di musei internazionali come il MoMA di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Pinakothek der Moderne di Monaco e il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo. Ha creato numerosi prodotti per brand sia europei sia giapponesi, spaziando dal settore degli arredi alle TV LCD, passando per i robot (celebre il robot per Mitsubishi Electric), dagli accessori domestici agli elettrodomestici. Tra le sue creazioni più note ci sono la Wink Chair (1981) e il Kick Table (1984) entrambi realizzati con Cassina e la Multilingual Chair (Kotobuki Corporation, 1991), usata per il padiglione Giapponese all’Esposizione Internazionale di Siviglia.Numerose sono anche le esposizioni a lui dedicate: oltre alle personali di Barcellona, Vienna, Helsinki e Singapore, nel 2009, in occasione del Salone del Mobile di Milano, viene presentata la mostra “Kita. Future Delight”, mentre nel 2010 si tiene “Kita. Timeless Future” presso la Triennale di Milano. La più recente è “Il lusso Della Natura” tenutasi presso la Chiesa di San Domenico ad Alba, in Piemonte, all’interno della programmazione di eventi di accompagnamento all’Expo 2015 di Milano. Durante il Fuori Salone di Milano nel 2006, 2008 e 2009, Toshiyuki Kita ha coordinato la mostra, organizzata da JIDP (Japan Institute of Design Promotion), che raccoglieva le migliori opere di design giapponese selezionate dal prestigioso G-Mark Award. Il Salone del Mobile di Milano ha visto spesso Kita protagonista di diverse esibizioni, con opere nate dall’incontro fra materiali naturali modellati secondo l’antica tradizione artigianale giapponese e le nuove tecnologie ecocompatibili. Inoltre, nel 2010 Kita ha ricoperto il ruolo di Direttore Creativo del padiglione dedicato al design industriale giapponese per l’Expo di Shanghai.Nella sua carriera ha dato il suo contributo come consulente governativo per Singapore, Thailandia e Cina seguendo i progetti di rivitalizzazione nelle arti e nel design dei rispettivi paesi. Nel 1985 tiene un corso presso l’Università di Washington; nel 1993 è visiting professor presso l’Università di Arti Applicate di Vienna; dal 2004 è professore presso l’Università di Arti di Osaka con il ruolo di Responsabile del Design e visiting professor all’Accademia Centrale Cinese di Belle Arti. Negli ultimi anni si è maggiormente dedicato all’educazione e all’insegnamento tenendo e partecipando a seminari e workshop non solo in Giappone, ma anche in Europa e nel resto dell’Asia. Prosegue con dedizione lo studio delle arti tradizionali, come la lavorazione della lacca (Urushi) e della carta (Washi), e di altre industrie locali giapponesi. È anche ideatore e promotore della fiera internazionale di Living&Design RENOVETTA in Giappone.Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “Power of Design” (Nikkei Publishing Inc., 2007), “Local Industry + Design” (Gakugei Shuppan-Sha, 2009) e “Venture for Design 1969 – Why I Went to Italy to Design” (Gakugei Shuppan -Sha, 2012). Il suo DVD “Made with Heart and Soul”, documentario di venti minuti sui quarant’anni di collaborazione di Kita con varie arti e artigianato tradizionali giapponesi locali, è stato insignito del Gold Prize of World Media Festival (Pubbliche Relazioni/Cultura) ad Amburgo, in Germania, nel 2012.Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui nel 1975 il Japan Interior Designers Association Award; nel 1983 il Product Design Award dall’Institute of Business Designers and Contract Magazine negli Stati Uniti; il Delta de Oro della Spagna nel 1990; e nel 2011 ha ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera, vantando non solo di essere uno dei pochi designer non italiani a vincere, ma anche di esser stato nel 2016 lui stesso membro della Giuria del prestigioso premio. Dal 2006 al 2008 ha fatto parte anche della giuria del Red Star Design Award in Cina. Nel 2017 gli viene conferito il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e nel 2018 riceve l’Intellectual Property Achievement Awards dall’Ufficio brevetti giapponese.
Nata in Karelia (Finlandia) nel 1924, frequenta l’Istituto d’Arte industriale a Helsinki (allieva di Tapio Wirkkala e Ilmari Tapiovaara), un corso di grafica pubblicitaria in Germania, corsi di disegno all’Accademia di Brera a Milano. Partecipa a numerose mostre collettive ed i suoi oggetti di design sono stati esposti al Museum of Modern Art di New York. Scompare nel 2004.
Christophe de la Fontaine è cofondatore e proprietario di Dante – Goods and Bads, GmbH un marchio tedesco di mobili e accessori per la casa con una reputazione internazionale, insieme alla sua compagna, l’artista contemporanea Aylin Langreuter. Iniziando la sua formazione con un diploma di scultore presso LTAM in Lussemburgo, ha completato i suoi studi con una laurea in disegno industriale, insegnata da Richard Sapper, di Abk-Stuttgart. Dopo un viaggio presso lo studio di ricerca di design di prodotto Thus – consulente di design di prodotto e Piero Lissoni Associati a Milano, ha diretto il dipartimento di design presso lo studio di Patricia Urquiola fno al 2010.Lavora in modo indipendente come product designer da quando ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il red dot award, il Good Design award e l’iF GOLD DESIGN AWARD, mentre è stato inserito dalla rivista Wallpaper* tra i 100 migliori designer del mondo nel 2015. Dal 2018 è professore di design industriale presso l’Accademia statale di belle arti di Stoccarda.
Nato nel 1899 a Torino, ingegnere e pittore, opera a Milano, Berlino e Parigi. Tornato a Milano è tra i protagonisti dei movimenti d’avanguardia di quegli anni: da “Corrente” al Movimento Realista, di cui è uno degli iniziatori e dei maggiori assertori. Nel contempo ha una funzione creativa e teorica nel gruppo degli architetti razionalisti milanesi. Lavora con Bottoni, Lingeri e Terragni a concorsi e coraggiose realizzazioni. Partecipa come pittore o architetto a varie edizioni della Triennale di Milano. Nel 1934 crea la casa di Via Marcora, uno dei primi esempi di architettura razionale a Milano.Nel 1935 progetta e realizza una serie di mobili metallici. È membro dei CIAM e dell’MSA. Con Piero Bottoni è uno degli autori del quartiere sperimentale QT8 dove erige nel 1947 una casa prefabbricata e partecipa alla stesura del Piano Regolatore di Milano. Dal 1955 si dedica unicamente alla pittura: tra il 1956 e il 1961 insegna all’Accademia di Berlino Est e all’università di Greifswald. Nel 1960 riprende brevemente l’attività di architetto. Rilevante il percorso espositivo in istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Scompare nel 2002.