Stefano Bettio

Alberto Lievore

Alberto Lievore (Buenos Aires, 1948) si laurea come architetto all’Università di Buenos Aires. Nel 1976 si trasferisce a Barcellona, dove sviluppa la sua attività progettuale rivolgendosi ai settori più diversi. Insieme a Jorge Pensi crea la piattaforma SIDI, per la valorizzazione del design spagnolo. È nel settore dell’arredo che l’opera di Alberto Lievore beneficia della maggiore notorietà, sia in Europa che in America e Asia. La sua attività progettuale è stata negli anni riconosciuta con l’assegnazione di prestigiosi premi nazionali e internazionali. Per citarne alcuni: “Premio Nacional de Diseño” (1999), “Iconic Awards” (2015), “iF Gold Award” (2015), “ADI Index” (2015) e “Compasso d’oro” (2016). Con le aziende italiane la collaborazione è particolarmente fertile, e comprende la consulenza strategica così come la comunicazione di brand e di prodotto. Tiene corsi e workshop nelle università, in primis quella di Barcellona. Il suo approccio punta a ridimensionare la soggettività del designer nell’osservazione del reale, così da sviluppare un più penetrante e solido spirito critico.

Roberto Cardin

Lo studio si orienta verso lo sviluppo particolareggiato dell’organizzazione degli spazi interni: ambientazioni civili, uffici, negozi, ristoranti e show room. Applica la propria creatività firmando numerosi pezzi di design industriale per aziende d’arredamento ed illuminotecnica.Nel 2001, lo studio si evolve trasformandosi in Cardin Design e Partners, affiancandosi con “lo studio tecnico e d’architettura Sala Danilo” ed altri qualificati professionisti.

Alberto Colonello

Nato a Milano nel 1976 è un designer legato ad una concezione sperimentale del progetto come prodotto d’innovazione tecnologica. Si laurea in Interior Design presso Interior Design Institute e successivamente frequenta un master di specializzazione. Nel 1998 inizia l’attività di designer, ottenendo immediati riconoscimenti in vari concorsi internazionali Cevisama, Young & Design, Interieur. Nel 2002 e 2003 presenta una sua collezione di arredi al SaloneSatellite di Milano. Nel 2006 disegna per Minottiitalia, l’appendiabiti Ambrogio. Nel 2006 fa parte di una selezione di designer e viene invitato ad esporre alla mostra “Idee” presso East & Studios le sue opere. Nel 2006 viene selezionato dalla Triennale di Milano tra le nuove promesse del design italiano per la mostra “The New Italian Design”. Nel 2007 viene invitato ad esporre la cucina Single alla mostra “Avverati” durante il Salone del Mobile.Nel 2010 fa parte di una selezione di designer chiamati dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) a donare i propri disegni autografi per sostenere il patrimonio ambientale italiano. Tra le realizzazioni più recenti showroom in Italia, Germania, Spagna e Svizzera. Per Boffi disegna nel 2004 disegna la cucina Single.Nel 2005 la rivista Wallpaper assegna alla cucina Single il premio come “miglior cucina dell’anno per piccoli spazi” e, sempre nello stesso anno, viene selezionata dall’Adi per l’Adi Design Index primo passo per l’assegnazione del “Compasso d’Oro”. Sempre per Boffi, disegna nel 2008 il blocco On/Off e nel 2014 On/Off ST.

Alberto Meda

Alberto Meda, classe 1945, è uno dei designer e accademici italiani più noti a livello internazionale. Nato a Tremezzina, in provincia di Como, sceglie la strada dell’ ingegneria meccanica, laureandosi al Politecnico di Milano nel 1969. Assunto come assistente ingegnere alla Magneti Marelli, dopo l’incontro con Giulio Castelli, fondatore della Kartell, inizia la sua fortunata parabola nel campo del disegno industriale. In qualità di direttore tecnico del reparto ricerca e sviluppo, sperimenta nuovi materiali plastici e nuovi processi produttivi. La sua formazione come ingegnere incide sull’approccio progettuale, volto alla ricerca di soluzioni tecniche che permettono un’estrema semplificazione. Gli oggetti, depurati da ogni elemento superfluo, tendono alla leggerezza, sia fisica che visiva. Dal 1979 inizia la sua carriera come designer indipendente, lavorando come consulente per Gaggia e Alfa Romeo.L’incontro con Paolo Rizzatto, fondatore di Luceplan, rappresenta per Alberto Meda il trampolino di lancio nel mondo dei designer di grido. Dopo l’esordio con la lampada da tavolo Jack, nel 1985, firma una serie di progetti a quattro mani con Rizzatto, che coprono un arco di circa vent’anni, e che comprendono, tra gli altri, l’iconica lampada Lola, vincitrice del Compasso d’Oro nel 1989, il lampadario Titania, la lampada Compasso d’Oro 1994 Metropoli, cui partecipa anche Riccardo Sarfatti, le lampade da tavolo Bap+Bap, rieditate nel 2013 con la versione LED, Fortebraccio (1998) e Otto Watt (2011). Il sodalizio tra i due designer si estende anche alla collaborazione con Kartell, per la quale realizzano la libreria Partner (2000) e la scaletta Upper (2001).In parallelo alla collaborazione con Luceplan, Alberto Meda porta avanti con l’azienda Alias una serie di progetti nei quali esplora la tecnologia dei compositi mutuata dall’industria aerospaziale. Nascono le sedute Light Light, Soft Light e il tavolo XLight (1989). Sempre per Alias realizza la serie di sedute Frame, integrate dal tavolo Frametable (2001), la panca Setes (2005), la collezione di arredi da esterni Teak (2007). Dal 1996 ha ideato una dozzina di sedie da ufficio per Vitra: Meda, Meda Due, Meda Excell, Pal, Pro, Slim, Shell, Physix, fino all’ultima arrivata, AM Chair (2016). Dal 2008 collabora con il figlio Francesco, anch’egli designer, firmando per la Caimi Brevetti il modulo fonoassorbente Flap, la lampada Aledin per Kartell, e il miscelatore Medameda per Zucchetti.

Adriano Rachele

Dopo la laurea in Disegno Industriale nel 2007, inizia il suo percorso professionale nel Reparto Research & Development di SLAMP, dove collabora tuttora con grande successo. In contrapposizione alla diffusa tendenza alla massificazione dei prodotti, Adriano Rachele riesce a dare alle sue creazioni la manifattura tipica dei pezzi unici, pur rimanendo nell’ambito della produzione in serie. Ritiene che il design debba traspirare poesia ed emozione, saper raccontare qualcosa che vada oltre la forma, avere un’anima. Rende questo concetto attraverso il disegno di forme morbide e sinuose in grado, da una parte, di sottolineare l’unicità del brand che le firma e, dall’altra, di valorizzarne l’aspetto artigianale. La sua sfida è quella di creare oggetti che alla tecnologia, la funzionalità e l’innovazione sappiano mescolare bene tradizione e suggestione, pur mantenendo il loro carattere ironico e accessibile. Nel 2010 viene riconosciuto come uno dei giovani talenti del design italiano progettando Veli, con cui vince il Red Dot Design Award nel 2012.

Maurizio Varratta

Nato a Genova, Maurizio Varratta si laurea in architettura nel 1981 e dal 1983 fino al 1999 lavora con lo studio Renzo Piano Building Workshop. Nel 1999 apre il suo studio e comincia a partecipare a numerosi concorsi nazionali e internazionali. I suoi lavori spaziano dalla progettazione architettonica generale (ospedali, edifici produttivi, uffici, ponti, alberghi, stazioni ferroviarie, terminal aereoportuali, centri commerciali, aree di servizio autostradali), al design (illuminazione, arredi, sanitari) allo space planning.Dal 1994 al 1997 è professore a contratto presso il Politecnico di Torino, dove tiene dei corsi sull’integrazione di architettura e impianti. Dal 2006 al 2007 è professore a contratto per il Master in lighting design all’Università La Sapienza di Roma. Nel 2015 è professore a contratto alla Carleton University di Ottawa (Canada). Lo studio si occupa dello sviluppo di tutto l’iter di progettazione passando dal generale al dettaglio, spingendosi nella ricerca di innovazione tecnologica e nell’industrializzazione di componenti per l’architettura. Inoltre, segue e applica i principi della progettazione integrata, della sostenibilità ambientale, della qualità degli spazi e del risparmio energetico seguendo i vari protocolli internazionali.

Massimiliano Braconi

Massimiliano Braconi nasce il 25 Novembre 1974 a Civita Castellana. Terminato il Liceo Artistico consegue la laurea presso l’istituto Europeo di Design (IED) di Roma. Nel 2000 fonda il suo studio a Viterbo iniziando a collaborare con aziende Internazionali come Designer, Art Director e Artista. Vince A’Design awards 2016, il German Design Award 2017, l’Icon Awards 2018, l’Icon Awards 2019, l’Index ADI 2019 (Selezione Compasso D’oro 2020), l’Archiproduct Design Awards 2019, il Good Design Awards di Chicago 2020 e l’IF Design Award 2020. Artista camaleontico e visionario, si definisce un “unconventional visionary artist”. Realizza nel senso più ampio e liberatorio possibile le proprie utopie, avanza sé stesso ricercando costantemente un gusto dell’“estetica” come esperienza autentica dell’individuo. Alla costante ricerca di insoliti concetti visivi e sensoriali unisce arte e design, creando un proprio linguaggio visivo puro svincolato dalle usuali e contagiate realtà.

Nicola De Ponti

Architetto per formazione, Nicola De Ponti (Milano, 1971) ha lavorato in Italia con Flavio Albanese e in Spagna con Tusquets, Diaz y Asociados. Ora socio di Antonia Astori (AstoriDePontiAssociati), progetta interni abitativi, negozi, allestimenti, stand fieristici, e si dedica con successo all’attività di designer, che gli è valsa alcune segnalazioni nell’ADI Design Index (2008, 2010, 2011 e 2013). Il suo progetto sperimentale di architettura sostenibile “Green Frame House”, per Abitare il tempo 2010, dopo essere stato selezionato in ADI Design Index 2011, è stato altresì incluso nel 2012 nella selezione della Consulta Regione Lombardia per il Premio “Rassegna Lombarda di architettura under 40”.Ha progettato e progetta per Driade, Tubes, OLuce, Laminam, Fiam ed ha affiancato alle attività di progettazione e di industrial design quella di art director di alcune aziende del settore del mobile, tra cui Mussi Italy e Valsecchi 1918. Attratto dal dibattito sui temi della città e dell’abitare, ha insegnato presso il Politecnico di Milano e la Domus Academy e collabora con la testata OFARCH (Design Diffusion World) in qualità di critico dell’architettura

Antonia Astori

Antonia Astori, classe 1940, è un architetto, designer ed imprenditrice, il cui nome è legato indissolubilmente al marchio Driade. Frequenta l’Ecole d’Architecture Athenaeum di Losanna, dove si laurea in design visivo e industriale nel 1966. Il fratello Enrico, architetto, rileva nel 1968 un’azienda specializzata nella produzione di imbottiti, a Fossadello di Caorso (Piacenza). Il progetto è quello di creare una nuova realtà imprenditoriale orientata al design, ed Enrico decide di coinvolgere, oltre alla moglie Adelaide Acerbi, la sorella Antonia. Il trio è accomunato da una forte passione per l’arredo e dalla volontà di integrare le tendenze più attuali e di anticiparle. È la nascita di Driade, una delle aziende più iconiche e celebrate del panorama del design italiano, cui Antonia Astori diede un contributo fondamentale.Il suo approccio progettuale, allo stesso tempo poetico e rigoroso, e il suo interesse per i sistemi componibili sfociano nel famoso sistema Oikos, una libreria modulare messa in produzione nel 1972. Sempre tesa alla ricerca di un modo flessibile e funzionale di suddividere lo spazio, concepisce i sistemi Kaos, Oikos II, Panton e Chef, una cucina componibile. Grazie alle forme geometriche chiare e all’eleganza sobria, i sistemi progettati da Antonia Astori, che si possono inserire sia in un salone che in un ufficio o in una camera da letto, contribuiscono a proiettare Driade nell’olimpo internazionale del design. Dalla collaborazione con Enzo Mari nasce il sistema Bric (1977), una serie di mobili modulari in kit di montaggio. Negli anni Ottanta il design della creativa viene influenzato dalle istanze del movimento Memphis di Ettore Sottsass, che si manifesta nella collezione dal gusto post moderno Aforismi, che comprende librerie, tavoli e scrivanie.All’attività di designer Antonia affianca quella di architetto di interni, con la progettazione degli uffici della sede di Piacenza dell’azienda, di negozi e di allestimenti, tra i quali vale la pena di citare La villa dalle colonne blu al Salone del Mobile 1980, Omaggio a Mies al Salone del Mobile 1983, La casa del collezionista, nella sede di Driade nel 1999, e lo stand di Driade e il DriadeStore al Salone del Mobile 2000. Nel 2004 fonda, assieme ai figli Matteo, Francesca e Nicola De Ponti lo studio associato Astori De Ponti, che si occupa, oltre che di design di prodotto, di allestimenti, comunicazione e architettura d’interni. La designer non si limita a progettare arredi, investendo con la sua creatività anche l’ambito degli accessori e dei complementi di arredo. Nascono le collezioni di porcellane The White Snow e Anatolia, i tappeti Maud e Mildred, lo specchio No frame, tutti per Driade. Per Tubes realizza, nel 2006, i radiatori Elements e Plug&Play, firmati Antonia Astori e Nicola De Ponti, selezionati per l’ADI Design Index 2008, mentre per Oluce, sempre in coppia con Nicola De Ponti, disegna la lampada Plateau, selezionata per l’ADI Design Index 2010.

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